giovedì 26 gennaio 2006

Legittima difesa

Articolo di Repubblica, 25 gennaio 2006.

ROMA - All'indomani della sua approvazione da parte del Parlamento, la legge che estende il concetto di legittima difesa continua a far discutere.

Particolarmente aspro il confronto tra il segretario dei Ds Piero Fassino e il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.

Per il leader della Quercia la nuova normativa è una "legge brutta che trasforma l'Italia in una sorta di Far west e che per questo è un altro fallimento della politica del centrodestra. La verità è che in cinque anni la politica del governo di centrodestra non è stata in grado di garantire più sicurezza al Paese, tanto è vero che i furti e le rapine sono aumentate".

Pronta la replica di Casini. "Questa legge - ribatte il presidente di Montecitorio - non condurrà al far west, il provvedimento cerca però di evitare di mettere sullo stesso piano vittima ed aggressore" rafforzando "le garanzie dei cittadini che spesso si trovano soli".

Forse "i cittadini si trovano soli", come sostiene Casini, perchè le forze dell'ordine non sono sufficientemente efficienti ed attrezzate. Ma la soluzione non può essere quella di permettere a ognuno di "farsi giustizia da sè".
Consiglierei a Casini di investire due ore scarse del suo tempo per guardare con attenzione Bowling for Columbine, un documentario di Michael Moore sulla diffusione delle armi negli USA e sui suoi effetti.

Valutazioni simili a quelle esposte da Silvio Berlusconi. Quello sulla legittima difesa, ha sottolineato il premier, è "un provvedimento assolutamente giusto" perché evita "che l'aggredito finisca sul banco degli imputati" e "oggi i ladri sanno che se entrano in casa corrono un rischio in più e ciò credo farà diminuire i furti".

Chi è vittima non è per questo autorizzato a diventare carnefice. Chi subisce un furto è di certo vittima, ma non ha alcun diritto di sparare al ladro. Qui si tratta di una scala di valori, che non è condivisibile: al primo posto viene messa la proprietà, e più in basso viene la persona. Non è giusto proteggere le proprie cose mettendo a repentaglio la vita di un'altra persona, anche se essa sta compiendo un'azione sbagliata.
Non credo che questo provvedimento farà diminuire i furti, piuttosto potrà far aumentare la vendita di armi, il numero di feriti e morti per rapine e furti, la paura nei cittadini.
Un cittadino potrà "difendersi" (o difendere le sue proprietà?) sparando al ladro, ma magari quel cittadino non sarà molto preparato a maneggiare un'arma e rischierà di uccidere il ladro. E un ladro, sapendo che entrando nella casa dove vuole rubare potrà trovare qualcuno armato, non agirà di conseguenza, con più violenza, per prevenire una reazione?

Affermazioni alle quali Fassino non ha potuto fare a meno di controreplicare. ''Il presidente della Camera ha perso il suo aplomb istituzionale - ha commentato il segretario dei Ds - pur di ottenere qualche voto in più Casini direbbe qualsiasi sciocchezza''. "Non è imitando John Wayne che gli italiani saranno più sicuri - ha aggiunto - anzi. Temo al contrario che anche i delinquenti saranno di conseguenza più pericolosi. "Una cosa è certa - ha concluso Fassino - se vinceremo le elezioni cambieremo la legge".

Ancora una volta le dichiarazioni della sinistra sono poetiche, metaforiche, nello stile elettorale, non rivolte ad un'analisi delle cause e degli effetti, ma ad attaccare l'avversario. Possibile che nessuno rifletta ed esterni le sue riflessioni? Ci meritiamo veramente dei politici così?

Fermamente contraria alla nuova legge anche la Regione Campania, che per bocca del suo assessore all'istruzione e al lavoro Corrado Gabriele (Prc), ha ventilato la possibilità di avviare le procedure per indire un referendum abrogativo. "Proporrò - ha annuncia Gabriele - che la giunta regionale discuta nella prossima seduta di venerdì della richiesta urgente di un referendum abrogativo utilizzando lo strumento della richiesta presentata da cinque regioni". "Il decreto del governo sull'uso delle armi - ha lamentato - rischia di spegnere con un soffio le tante fiaccole per la legalità che hanno acceso la speranza in questi giorni a Napoli".

Per concludere, voglio ricordare quanto detto da dom Mariano sul referendum contro le armi che si è tenuto in Brasile il 23 ottobre, e in cui le armi hanno trionfato.
Se si mette un martello in mano a un bambino, tutto diventerà un chiodo da battere, e non si potrà sgridare il bambino se distruggerà tutta la casa. E' compito delle persone responsabili non dare un martello al bambino.

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