Oggi ho finito questo libro di Henning Mankell, che mi ha preso molto. E' un avvenimento, perchè è stato il mio primo vero libro in tedesco. Qualcuno ha obiettato che avrei potuto scegliere almeno un libro in lingua originale, invece che tradotto dallo svedese. Ma, come si dice, a caval donato non si guarda in bocca (grazie Johannes!). E poi, non credo che imparerò mai lo svedese (ma non si sa mai, mai dire mai), quindi in ogni caso avrei dovuto leggere la traduzione.
E' un libro che parla di immigrati inesistenti secondo le istituzioni, attraverso la storia di uno scrittore, che suo malgrado è costretto a scoprirli e con riluttanza inizia a frequentarli.
La storia è tutta una scusa per parlare di questa gente di cui nessuno si cura, per raccontare le loro storie e un po' del loro punto di vista.
Io ci ho letto anche la superficialità dei nostri rapporti sociali, la scarsa attenzione verso gli altri e la mancanza di ascolto. Forse un avvertimento per non diventare così.
domenica 20 agosto 2006
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