Ieri nel mio scompartimento c'erano due italiani che dicevano di aver provato entambi a lavorare in Germania, ma di non avercela fatta, perchè sempre sotto pressione e stressati. A me quello che ho visto della Germania ha dato l'impressione opposta: si lavora senza stress ma in modo efficiente. Invece gli italiani mi sembrano più tendere a un pressapochismo che poi obbliga a correre a destra e a manca per aggiustare le faccende.
Non è la prima volta che mi sento più simile ai tedeschi che agli italiani centro-meridionali.
lunedì 11 settembre 2006
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3 commenti:
Ciao Ester,
questa mi sembra una tua valutazione abbastanza pressapochistica, per usare le tue parole.
Non voglio difendere la categoria degli "italiani centro-meridionali", alla quale, evidentemente, appartengo; comunque sia, mi risulta difficile immaginare che tu possa avere avuto un´impressione realistica della vita lavorativa in Germania, vivendo in un villagio studentesco in una piccola cittadina della zona piu´ benestante della Germania. E se questa storia del pressapochismo e´ (forse, parzialmente, e soprattutto nel settore pubblico) vera, mi sembra improbabile il fatto che in Germania si lavori senza stress, come in un paradiso terrestre, cosi´ come questa immagine degli italiani che "corrono a destra e a manca per aggiustare le faccende" mi sembra piu´ un retaggio di qualche discorso leghista, che il risultato di un´osservazione attenta.
Secondo me sei affascinata dalla assoluta mancanza di rapporti personali in ambito lavorativo, tipica della Germania. Che, penso, e´ cio´ che i due tedeschi nello scompartimento avvertivano come "stress".
Per concludere, mi dispiace fare sempre il polemico sul tuo blog. Se ti da´ fastidio, smetto di scriverci.
A presto,
Stefano
Ciao Stefano,
in realtà io non ho quasi nessuna esperienza nè della vita lavorativa italiana nè di quella tedesca. Infatti quelle che ho scritto sono impressioni (come ho anche sottolineato), non valutazioni attente o verità in cui credo. Sono pronta a cambiare idea.
Non so se in Germania manchino i rapporti personali in ambito lavorativo, mi sembra solo che sia un altro modo di rapportarsi con le persone (sono appena stata in vacanza con 7 tedeschi, e lo noto sempre più), anche se non lo difendo perchè in fondo credo di preferire quello italiano. Ma per molti aspetti sento più mio quello tedesco, e a volte non vorrei che fosse così.
Non preoccuparti, non mi dà fastidio se commenti in modo polemico sul mio blog: cioè, un po' sì, ma è più utile sentire una critica o un parere diverso piuttosto che solo voci consonanti. Solo che dopo un po' mi stufo - o mi scoccio :-) - di polemizzare e non rispondo più.
Ciao Ester,
effettivamente io so che tu non credi a quello che scrivi molto spesso. Lo butti giu´ senza pensarci, e non lo rileggi. A questo proposito cito una famosa frase di N. Moretti
«Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!»
Comunque sia, non desidero che tu sia d´accordo con me. Pero´ riflettere su quello che ti scrivo sarebbe una buona idea.
Have fun,
Stefano
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