Ore 8.10: vado in cucina per fare colazione. Sul fornello c'è una pentola con dell'acqua fredda e dalla pasta. Non può essere che Yang.
Mi faccio il caffè, e quando sta arrivando, entra Francois, un po' rintontito come sempre la mattina, che si lamenta perchè deve tenere un Vortrag di un quarto d'ora, e in quello stato non è facile. Ma, dice, tanto saranno tutti addormentati come lui... a parte il prof. Dice che non si può andare avanti così. Ma cosa vuole? ha una borsa di studio, una laurea, una casa, una macchina, ottime prospettive di lavoro, parla benissimo due lingue, e si lamenta perchè deve essere in facoltà alle 8.30?
Se ne va, gli auguro buona fortuna per il Vortrag, ed entra Yang. Dice che si fa la pasta perchè è da 10 giorni che la mattina mangia pane, ed è stufa. Dice che sa che sembra strano mangiare pasta la mattina. Non più strano di come deve essere sembrato bere il tè a colazione per sua mamma, quando era qui quest'estate, penso io, ma non lo dico.
Yang dice che va un attimo a comprare qualcosa e sparisce, e io penso, povera pasta, non bastava buttarla nell'acqua fredda, adesso chissà quanto resterà lì a cuocere e rammollirsi.
Sto lavando la mia tazza, quando sento un hi alle spalle. Mi volto e saluto Flo, poi mi salta in mente che qualcosa non quadra. Tu qui, così presto? Ti sei appena svegliato o appena tornato? No, no, torno adesso. Ah, ora tutto quadra. Si fuma una cicca sul balcone e poi va a letto, augurandomi una buona giornata. Beh, sogni d'oro.
giovedì 7 dicembre 2006
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