Il mio obbiettivo non è ancora raggiunto. Vorrei andare a vedere il mare, ma per un motivo o per l'altro non ce l'ho ancora fatta. Oggi ho scoperto che ci sono solo tre autobus di sabato che ci vanno, e per non aspettare ore, ho cambiato meta. Sono così finita a Herouville, che qua sembra considerata una città a sè, ma per me è un quartiere di Caen. E' stato costruito tutto dagli anni '60 in poi, e a me sembra quasi alienante: non capisco come ci si possa trovare a proprio agio in mezzo a palazzoni squadrati di cemento, viali e stradoni, edifici nuovi con angoli acuti, pensiline e colori sgargianti. Quando vedo un quartiere come questo, mi chiedo che differenza ci sia con un quartiere socialista, come Lobeda vicino a Jena. Potrà essere funzionale, con la zona residenziale tranquilla, i centri commerciali a due passi, i tram e autobus sotto casa, ma per me perde la dimensione dell'uomo: non c'è un angolo carino dove sedersi, una piazzetta raccolta, un monumento armonioso. Tutto richiama grandezza, potenza, efficienza, come la torre dell'acqua.
Dopo un breve giretto, ho preso di nuovo il tram e sono tornata in città. Mentre aspettavo l'autobus per andare al Memoriale della seconda guerra mondiale, ho fatto un nuovo giretto per il castello.
Arrivata al Memoriale, ho curiosato i cippi commemorativi provenienti da diversi Paesi: Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, DDR, Cecoslovacchia, Polonia, Russia, Grecia... ma dall'Italia niente. Sarà una dimenticanza casuale?
Fuori, qualche aiuola con dei cippi a ricordare i morti e i battaglioni, e un monito scolpito.
Leggendo la storia di un soldato israeliano, o ascoltando Mohammed che racconta delle scuole in Siria, mi sento sollevata a pensare che almeno qui insegnamo il valore della pace. Mi viene spesso in mente un progetto del comune di Trento per le scuole, in cui si propone il dado della pace, e, per contrasto, una delle materie insegnate in Siria: come si carica, pulisce, smonta una pistola e come si spara.
A due passi dal Memoriale c'è una bella collina con un giardino vario e molto esteso.
Sembra che chi l'ha pensato non avesse le idee precise, o forse volesse metterci dentro un po' di tutto, così vi si trova una zona con gli animali (maiali, capre, pecore, oche, galline...), un piccolo parco giochi, un grande roseto, alcune parti che sembrano quasi un giardino botanico, dei prati con un laghetto, una zona chiamata "giardini del mondo" in cui ho visto l'imitazione della Baviera, con un albero di maggio, una casetta e la vigna su un piccolo versante.
Ma soprattutto ho trovato qualcosa che mi ha affascinata fin da quando ero bambina! Non ho saputo resistere alla tentazione di entrare e girare...
E pensare che è tutto costruito su una discarica, la collina altro non è che una montagna di rifiuti!
Tornata in centro, sono finalmente riuscita a comprare una vera baguette di quelle buone e croccanti. Mi sono messa in coda davanti a un panificio pensando che se c'è la coda, un motivo ci deve pur essere. E ho ricevuto la mia bella baguette proprio come tutti pensano che si faccia in Francia: con un pezzettino di carta da metterci intorno a metà lunghezza.
Nonostante la baguette in mano (mi sembrava troppo francese metterla sotto l'ascella), ho scattato ancora qualche foto. Questa è una delle poche case antiche rimaste a Caen. Mi ricorda un po' il modo di costruire della Svevia, con le travi a vista che formano un reticolo.
sabato 28 novembre 2009
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1 commento:
quando sono stata in alsazia e lorena ne ho viste a milioni di queste case a reticolo...a me fanno sempre venire in mente delle crostatine:)
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