Tante persone sono passate e si sono sentite raccontare un po' di matematica con l'aiuto delle bolle e lamine di sapone. Chissà se hanno notato la noia di qualcuno e l'entusiasmo di qualcun altro: "Ma vi rendete conto?!? Abbiamo parlato di matematica con la gente, e non sono scappati! Gli abbiamo definito la curvatura media, mica uno scherzo!"
Qualcuno era interessato, qualcuno affascinato, qualcuno scettico chiedeva: "E le applicazioni?"
Mi chiedo ancora se la matematica (pura) sia solo gioco. Sembra non avere nessun legame con la realtà, si fa solo perché è bella. Ed effettivamente lo è. Ma perché viene comunemente accettata la sovvenzione di mostre d'arte o di rassegne di cinema o di spettacoli teatrali, mentre si storce il naso quando si parla dei finanziamenti alla ricerca pura?
Sembra che spesso la gente abbia l'impressione che tanti ricercatori si sentano importanti e reputino cosa serissima e imprescindibile la ricerca nel loro campo, mentre in realtà pensa che questi scienziati stiano solo giocando, usando paroloni e teoremi per descrivere una realtà che non merita tutte queste attenzioni.
E in fondo, anche se la comunicazione e la "divulgazione" diventa sempre più importante, cosa capisce la gente? Va via pensando che sia un bel gioco, che si stiano sprecando soldi, che tra qualche tempo vedranno delle applicazioni impensate, che la ricerca sia affascinante, o difficile, o inutile, o indecifrabile?
Cosa hai imparato oggi a scuola?
Il maestro ha detto che nell'acqua ci sono tanti animaletti piccolissimi...
Eh sì, ci sono i pesci, le rane, le bisce...
No, talmente piccoli che non si vedono nemmeno!
E come fa il maestro a dire che ci sono se non si vedono?
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