Che cos'è la fatica? Sembra che non abbia alcun valore, anzi che "meno fatica si fa, meglio è".
Ma è veramente così? Io spesso ho l'impressione che fare meno fatica (oltre ad essere comodo, lo ammetto) rende pigri e falsa la percezione dell'importanza delle cose.
"Non vado a fare la tessera mensa perché l'ufficio apre troppo tardi": anche secondo me un ufficio dovrebbe aprire ben prima delle 9.30, ma se chi lo dice ha la macchina e di solito arriva in ufficio alle 11, allora la critca perde importanza.
"E' utile fare la raccolta differenziata come fate voi in Trentino, ma per la carta mi sembra uno spreco: la butto via una volta al mese e ogni volta devo buttare anche lo scatolone perché si sfonda per il troppo peso". Faccio notare che basta gettarla più spesso, la risposta è scocciata, "per voi trentini non è un problema compiere azioni che comportano un lavoro positivo, io invece cerco di ottimizzare lo sforzo".
"Vai in bici sui passi? Sei matta? ma stare sul divano una volta?". Non so quante sensazioni, emozioni, soddisfazioni si possono avere stando a poltrire sul divano, quanti persone e posti si possono vedere.
E oggi qualcuno sul treno si lamentava del costo dell'università: quasi 200 euro al mese di affitto, poi mangiare, i libri eccetera. Ma chi lo diceva aveva vestiti firmati, un trucco pesante, la macchina personale... Per imparare qualcosa e avere la laurea, non vale la pena fare un po' di fatica? Magari rinunciare a qualche lusso per qualche anno? Forse è in parte anche per questo che non mi decido a fare la patente, voglio avere bene in mente che ogni cosa ha un costo. Quando andavo ad allenamento facevo le corse per riuscire a prendere l'autobus, perché volevo andarci. Ho sognato a lungo una bici nuova prima di comprarla. Mi sono messa in gioco (per certi versi nelle peste) a fare una doppia laurea, poi ad andare in Francia senza sapere il francese...
Forse io sono esagerata nel senso opposto a quello di tante persone. E forse è solo una reazione a quello che non mi va nella società in cui vivo, sembra che ho bisogno di distinguermi, anche a costo di avere meno comodità e poter fare meno attività. O forse è solo il mio modo di essere.
2 commenti:
Io penso che sia solo il tuo modo di essere... meno usuale di molti altri... e fai bene a tenertelo!
Comunque non cercare scuse per la tua patente... Farla o usarla quotidianamente sono due cose diverse...
E poi credimi che facendo la patente ti renderesti ben conto di quanto tutto (e la macchina piu' di molte altre) ha un costo!!!! :-P Non so oggi, ma metti in conto un 500e almeno per far la patente poi: assicurazione, bollo, benzina, gomme, manutenzione ordinaria, imprevisti (o cazzate!!! :-) ), revisioni, tagliandi...
Molti purtroppo la vedono come un lusso ma spesso e' una necessita'... quanti giri sui passi o in montagna in meno avresti potuto fare solo partendo da Gardolo o solo basandoti sui mezzi pubblici? Difficile essere presto alla partenza o raggiungere posti sperduti senza una patente e un auto... Un esempio come tanti... io per esempio perderei 2 ore al giorno solo per fare casa-lavoro se non la usassi... :-(
Bis
PS: Comunque tu sottovaluti la fatica (psicologica) del riuscire a stare un pomeriggio intero sul divano... Non e' mica facile sapendo tutto quello che c'e' fuori! :-D
W il divano!
Se poi ti stufi puoi sempre uscire a fare 4 passi :p
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