venerdì 3 dicembre 2010

Un giro sotto la torre Eiffel

Io vedo solo le persone, e mi chiedo cosa provino.

Io amo le mie statuine: mi permettono di entrare in contatto con i turisti, le scuoto e loro sentendo il tintinnio si voltano. Anche la sera prima di dormire ne accendo alcune con le lampadine colorate e mi danno un po' di calore in questa città grigia. Se non fosse per loro, ora sarei lungo le rive della Senna a scaldarmi davanti al fuoco nel barile, con i vecchi che hanno perso ogni speranza. Io no: io voglio diventare come questi turisti, che ogni giorno affollano questi posti, si fotografano davanti alla torre. Per salire e vedere la città dall'alto pagano più di quanto io guadagno in una settimana. Chissà com'è la città da lassù, io l'ho sempre vista dal basso, il posto dove vivo è squallido e pieno di topi. Ma da lassù deve essere tutto fantastico. Ci voglio arrivare e la mia unica occasione sono queste statuine.

Io odio queste statuine: siamo in molti qui sotto la torre a cercare di venderle ai turisti. Ma loro si voltano dall'altra e non dicono nemmeno "no grazie". A volte mi illudono, stando a contrattare sul prezzo: ma per loro cosa sono 2 euro? Devo sempre stare attento a cosa succede intorno: quando arriva la polizia, siamo tutti veloci a sparire, di corsa tra la folla: siamo braccati come animali. E poi queste statuine non hanno nulla a che fare con Parigi: sono fatte in Cina. Ma nemmeno questa città mi piace: l'inverno è freddo e lungo e spesso piove. Se avessi un permesso di soggiorno potrei cercare un lavoro al sud, dove c'è un po' di sole. Ma finché non vendo queste statuine non posso sperare di andarmene.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mamma che malinconia...
laura