sabato 26 marzo 2011

Merano - Gardolo

L'insegnante che mi ha invitata a bere qualcosa è spiazzato dalla mia bici, o forse dal fatto che la ho portata apposta in treno per tornare indietro pedalando.
Mi cambio e parto, in mezzo a Merano, dove una volta ci siamo persi in auto perché mancavano indicazioni, ma è impossibile perdersi in bici: ogni 50 metri un cartello con scritte verdi indica la direzione per Bolzano, per la val Venosta e per il centro. Zig-zag tra strade e condomini e qualche meleto, poi si punta decisi verso Sinigo, superando l'unico tratto senza pista ciclabile. Si prende la riva dell'Adige, passando tra i meli e lungo la ferrovia. Da ponte Adige la strada non è più sconosciuta!
Il vento è forte e contrario, sembra che tutti i ciclisti vadano nella direzione opposta e non posso sfruttare la scia di nessuno: seguo quei pochi che mi superano (uno con la maglia svizzera e la scritta Bergziege, una ragazza con le trecce e un gruppetto che si sfalda al primo ponte), ma dopo qualche kilometro mollo, sono troppo veloci.
Gli ultimi metri, nella mia via, finalmente il vento è a favore e capisco perché ho faticato tanto!

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