venerdì 28 novembre 2014

Naufragi

Ho un collega che credo sia un po' autistico. Fa più o meno sempre le stesse domande e gli stessi commenti, sempre impersonali e pieni di luoghi comuni. Salta da un argomento all'altro e non sono mai riuscita a fare un discorso lineare con lui. Fa un po' impressione che tenga un corso universitario di matematica.
Oggi mi ha detto "Freddo, eh?", ma non mi sembra particolarmente freddo (nevica, quindi non può essere troppo sotto zero), allora ha chiesto se da dove vengo è freddo d'inverno (cosa che mi ha chiesto altre volte), se Cortina è un resort nelle Alpi, se in Italia c'è tanta differenza tra nord e sud, come clima e poi come gente. Io ho detto di sì e che è una bella cosa. Allora (per non dover dire la sua opinione in proposito?) ha chiesto subito se in Italia non ci sono più navi che naufragano.
Io ho pensato subito con terrore ai naufragi dei migranti e mi stavo preparando a dire quello che so di Mare Nostrum e di Triton. Mi sento quasi in colpa ad essere italiana: in effetti, cosa ho fatto per cambiare la politica italiana sull'immigrazione? Ho firmato un paio di petizioni online che fanno ridere i polli? Ho scritto alla Kyenge quando era ministro senza ricevere risposta? Invece lui si riferiva alla nave da crociera all'isola del Giglio. Non che sia un episodio di cui vantarsi, ma ho tirato un sospiro di sollievo.

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