domenica 1 marzo 2015

Rifiuti nucleari

Ho letto un reportage (qui) sulla progettazione di un deposito permanente per il combustibile nucleare esausto prodotto in Ontario. In poche parole la situazione è questa: la produzione di energia è stata privatizzata nel 2001 dal governo dell'Ontario, mentre la proprietà degli impianti e la gestione delle scorie sono rimaste di competenza di un'agenzia pubblica (mi ricorda una tendenza in atto da altre parti: la parte che genera profitti viene privatizzata e la parte che ha costi o debiti rimane pubblica); il governo federale nel 2002 ha obbligato i produttori di energia atomica a creare un'ente con un piano e un fondo per la gestione delle scorie; l'ente ha deciso per un deposito sotterraneo e si è attivato per individuare un luogo adatto, che deve essere geologicamente stabile per 400.000 anni (cosa impossibile da prevedere), deve essere raggiunto una ferrovia per poter trasportare il materiale e deve avere un'amministrazione intenzionata ad ospitarlo. Al momento le cittadine concorrenti sono 11, tutte in Ontario a parte una in Saskatchewan. Le accomuna la crisi economica: la loro popolazione sta diminuendo perché non c'è lavoro dopo la chiusura di fabbriche o attività minerarie; oppure hanno una popolazione anziana perché i pensionati vi si trasferiscono dalle città del sud per pagare affitti bassi. I governi locali sperano così di avere migliaia di posti di lavoro nei cantieri per 40-50 anni e poi altre centinaia di posti di lavoro in modo continuativo per lo stoccaggio, la manutenzione e la sicurezza. Sembra che alcuni dei politici locali siano stati convinti con metodi non proprio trasparenti ad appoggiare il progetto.
Alcuni scienziati pongono dei dubbi sulle località scelte per la vicinanza all'acqua, per la posizione del deposito sotto la falda acquifera, per l'impossibilità di garantire stabilità geologica per un periodo così lungo, per fattori non considerati negli studi geologici, come il calore sviluppato dalle scorie che potrebbe cambiare le condizioni della roccia in profondità.
Nell'articolo si afferma che gli standard di sicurezza canadesi sono tra i più elevati al mondo. Leggendo ho pensato subito all'amianto non ancora bandito completamente, al piombo presente nelle tubature dell'acqua, agli operai che lavorano sulle strade o che senza imbrago salgono sulle scale per riparare i lampioni.
Ho anche saputo che la centrale di Pickering dovrebbe chiudere entro il 2020. Il 2020 è domani! Mi chiedo se il governo abbia un piano alternativo o se semplicemente dichiarerà che è ancora sicura e può continuare a operare. Un piano secondo me dovrebbe includere la ricerca di fonti alternative (eolico, solare, idroelettrico) e il risparmio di energia. Mi sembra che qui nessuno sia educato al risparmio; piccoli esempi sono i tantissimi router sempre accesi, l'aria condizionata (troppo fredda) d'estate anche se non necessaria, le case non ben isolate, l'illuminazione pubblica presente ovunque, l'uso delle asciugatrici nonostante il clima secco.
Insomma malgoverno, interessi particolari, vista corta, populismo, corruzione, crisi economica sono mali ben presenti anche in Canada. Quindi, italiani, smettiamola di lamentarci (e rimbocchiamoci le maniche).

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