venerdì 21 agosto 2015

Verdura femminista

Un giorno ero in un negozio di verdura e mi sono messa in fila per pagare. Poi mi sono accorta che avevo preso il posto a un signore sulla sessantina, nero o comunque non bianco, che era in fila ma si era girato per guardare qualche prodotto. Allora mi sono spostata per lasciarlo passare. Però lui ha lasciato passare me con un sorriso quasi ossequioso, dicendo: "Io sono della vecchia scuola, non come i giovani d'oggi a cui non importa."
Io invece non sono della vecchia scuola. Mi dà fastidio quando un uomo mi lascia il posto o mi fa passare prima di lui solo perché io sono una donna. Mi sembra sia il riconoscimento che le donne sono discriminate nelle cose importanti (vengono giudicate da come si vestono o in base alle scelte riproduttive, a parità di qualifiche hanno più difficoltà a trovare lavoro, ad ottenere una promozione, e vengono pagate meno, nelle conferenze sono la minoranza dei relatori, il loro corpo viene usato ed esposto in ogni occasione, nello sport sono considerate come la brutta copia dei corrispondenti maschili) quindi per pareggiare i conti, almeno siamo gentili con loro nelle cose da niente: teniamogli la porta aperta, facciamole passare nella fila o sedere sull'autobus.
Un'altro modo di interpretare le parole di quel signore è forse ancora più scioccante: che sia stata una forma di servilismo di un non-bianco nei confronti di un bianco?
Spero invece che volesse solo essere gentile e che io abbia mal interpretato il suo modo di fare un po' servile.

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