Leggendo le parole dell'intervista, tradotta da qualcuno in italiano (chissà se è stata tradotta bene o se il significato è stato travisato), mi sembra che questa signora incarni alla perfezione la visione del governo degli Stati Uniti: i musulmani sono criminali, non vogliono libertà, non concepiscono il rispetto per gli altri, distruggono e terrorizzano. Questi sono i presupposti su cui Bush fonda le sue guerre in Iraq e in Afghanistan, almeno nei suoi discorsi (in realtà mi sembra molto più importante nelle sue decisioni lo sfondo economico). Ma sono assolutamente errati. La maggior parte dei musulmani è moderata, e non è la religione il problema, ma il fondamentalismo. Lo stesso che c'è dall'altra parte.
Dalle sue parole sembra sia in atto la lotta del Bene (indefinito) contro il Male (i musulmani).
Ritengo che i media occidentali abbiano diffuso le sue parole, perchè le ritengono una critica all'Islam dal suo interno. Ma io non la vedo così: lei stessa afferma di non essere musulmana.
Ho paura che le sue parole stimoleranno più odio e fondamentalismo che riflessioni pacate e cambiamento.
giovedì 16 marzo 2006
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