Ho letto su Repubblica un articolo su un intervista a una psichiatra siro-americana, Wafa Sultan, andata in onda su Al-Jazeera. E' una dura critica alle reazioni del mondo islamico contro la situazione in cui versa parte dei musulmani, oppressione, sottosviluppo o mancanza di libertà.
L'intervista è on-line su molti siti, qui voglio solo annotare ciò che mi ha fatto più riflettere.
Il paragone tra il comportamento degli Ebrei nella Shoah e quello dei Musulmani ora. La signora Wafa dice che nessun Ebreo ha bruciato chiese o ucciso altra gente per rappresaglia o per protesta. In realtà credo che Israele, dopo la guerra, abbia compiuto molti crimini nella ricerca e nella punizione dei criminali nazisti, e la stessa oppressione dei Palestinesi da parte degli Israeliani non è indice di buona condotta. Resta però il fatto che queste azioni sono state compiute da un'autorità, e non da singole persone all'interno di organizzazioni. Gli Ebrei, prima della guerra, quando in Germania e in Italia erano discriminati, non hanno reagito con violenza.
Altro concetto che mi lascia un po' perplessa: "Soltanto i musulmani difendono i principi in cui credono riducendo a un ammasso di ceneri le chiese, uccidendo la gente e distruggendo le ambasciate." Non è vero. Cosa stanno facendo gli occidentali? Ovvero gli Stati Uniti insieme con l'Europa. Non lo fanno apertamente, ma lo mascherano sotto forma di introduzione della democrazia in Afghanistan, in Iraq o in Iran, solo per citare i casi ogni giorno in prima pagina; non portano i principi religiosi come giustificazione, ma quelli liberali. Ma qual è la differenza? Nessuna, solo che in Occidente nessuno si fa più coinvolgere dalle lotte religiose, la gente è più sensibile all'argomento democrazia, liberismo e liberalismo. Nel mondo islamico, chi ha il potere riesce ad accendere la miccia puntando sulla religione, in Occidente no. Ma sotto c'è lo stesso identico fine: il potere e i soldi. Sono i potenti che manovrano tutto, e molti lo fanno per arricchirsi e ottenere ancora più potere.
E' la società civile che deve svegliarsi, ogni persona deve vigilare. Dobbiamo far rinascere la democrazia con i suoi ideali; è necessaria una democrazia partecipativa e partecipata!
Questa credo sia la strada da percorrere per risolvere i nostri problemi di scontro tra culture, di terrorismo, di corsa agli armamenti, ma anche di sottosviluppo e povertà, di inquinamento...
Se ascoltiamo le persone, ci accorgiamo che ciò che vogliono è vivere in pace, in modo dignitoso, in sicurezza, aiutare l'amico che è in difficoltà, tenere in buono stato le cose pubbliche.
Le persone devono riappropriasi della politica. Gli ideali del vivere insieme in pace devono tornare ad essere una priorità.
Mi rendo perfettamente conto che l'idealismo non può risolvere i problemi del mondo, ma l'unica strada è che ognuno faccia il suo pezzettino, e lo farà solo se avrà uno scopo, un ideale da raggiungere.
giovedì 16 marzo 2006
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