Dev'essere la fine del semestre estivo: il WHO si svuota, tantissime persone con cui avevi condiviso le serate, i problemi, il modo di vivere, gli entusiasmi, insomma, un pezzo di vita, se ne vanno. Chi torna a casa dopo un anno o un semestre, chi invece parte per un periodo all'estero... così è la vita degli studenti, e soprattutto di quelli europei, non come i trentini chiusi nelle loro valli.
So che è così che deve andare, gente che parte e nuova gente che arriva, ma una vena di tristezza c'è comunque. Perchè qualcosa finisce, e anche se andrò in Svezia o in Irlanda o in Olanda a trovare i miei amici, non sarà come dormire a 2 metri di distanza da loro (ma con una parete in mezzo, come dice Daniel). Quando qualcosa cambia nella mia vita, ho sempre dell'entusiasmo mescolato a un po' di tristezza. Entusiasmo e curiosità per le novità, tristezza per le belle cose che finiscono.
Oggi è partito Daniel, con la sua famiglia, che è venuta a prenderlo. Non tutta, perchè altrimenti servirebbe un tir, ma solo mamma, papà, un fratello e una sorella. Lui ne ha nove, di fratelli.
Stamattina prima di partire ci hanno offerto la colazione, sono stati davvero gentili. E ieri la mamma ci ha pulito la cucina: ora risplende (non durerà a lungo). Le mamme sono davvero degli angeli, fanno di tutto, non solo per i figli, ma anche per gli amici dei figli, e fanno tutto gratuitamente.
martedì 1 agosto 2006
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2 commenti:
Sì...era proprio l'esame di ballico!!!..ma tu quando ritorni?!?!
e...sto Daniel?!?!devo essere curiosa?!?!?! =)P
certo le partenze sono tristi! è vero c'è sempre un po' di entusiasmo per quello che succederà....chi arriverai..chi sarai rientrato nel mondo normale...uscendo dalla dimensione Erasmus! Ma se io ripenso alla mia partenza mi sento ancora le lacrime salire agli occhi e risento lo stesso vuoto e lo stesso mini attacco di panico!:-(
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