Giovedì abbiamo fatto un classico giretto in città, castello, Stiftskirche, Holzmarkt, Marktplatz, Neckar.
La sera l'abbiamo passata con i matematici di Intermath, a chiacchierare al bar.
Venerdì siamo andati a Ludwigsburg, a Stuttgart e al Museo della Mercedes, che è l'unico museo che il Trentista riusciva a sopportare, dopo il suo infinito lavoro al museo di Scienze Naturali a Trento.
Sabato abbiamo visitato il castello degli Hohenzollern a Hechingen. Viviana avrebbe voluto andare a Günzburg a Legoland, ma in inverno è chiuso (per fortuna, non mi piacciono i parchi dei divertimenti).
Domenica siamo andati a Monaco, sul treno c'erano dei simpaticissimi tifosi del Karlsruhe che andavano a vedere una partita. Cosa poi abbiano visto non lo so, dato che erano già ubriachi alle 10 di mattina.Qualche ora a spasso per la città, poi Vivi e Trentista hanno preso il treno verso sud e io quello verso ovest.
Il Trentista si lamentava degli accenti trentini: è o é? i veronesi dicono quasi tutto sbagliato ;-)Viviana invece asseriva di essere asociale, e ha fatto la solenne promessa di impegnarsi a rispondere sempre con almeno 3 sillabe invece che con una sola.
Io ho avuto l'impressione di essere un po' più "grande" di loro, cosa stranissima perchè di fronte alla gente della mia età mi sento quasi sempre quasi una ragazzina. Stavolta invece ho sentito fortissimo il fatto che loro non siano abituati ad arrangiarsi, a fare la spesa e farsi da mangiare, ad avere a che fare con una lingua straniera, a vivere in un ambiente un po' diverso dalla calda cuccia a cui sono abituati. Non lo dico come critica a loro, nè per sentirmi migliore, ma solo come constatazione: andare all'estero e vivere fuori di casa dà l'opportunità di crescere molto.
1 commento:
Vero. Dà l'opportunità.
E il tuo merito, è stato di far fruttare questa opportunità.
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