Oggi sono entrata nell'antro dell'amministratore dei computer del dipartimento, una persona mooolto particolare: da quelle mezze frasi dei dottorandi e del capo, sembra che non sia mai in dipartimento, ma oggi, che c'era uno sciopero (contro non ho capito bene cosa, credo una qualche riforma), lui era presente. Il mio disponibilissimo compagno di ufficio, che mi ha lasciato usare il suo account in attesa del tecnico, l'ha visto passare per un corridoio e così subito dopo pranzo siamo andati a cercarlo. Arriviamo a una porta e lui bussa, nessuna risposta. Chiedo: "Forse non c'è?", ma lui ribussa e aspetta altri 10 secondi e finalmente la porta si apre, bisogna aprirla dall'interno con un pulsante, da fuori ci vuole un qualche pass. Entriamo in una stanza disordinatissima, con scatoloni, computer, tastiere, video, cd, cavi, sparsi un po' dappertutto. Il tecnico si siede al suo computer e dice che va bene, mi farà l'account. Chiede nome e password, non mi viene in mente niente di intelligente e così lui spara un "I love simple passwords" e ridacchia. Sceglie una password, la scrive con il mio nome utente su un angolino di un foglio di notes, e dice che mi attiverà l'account.
Dopo un paio d'ore, in ufficio, provo a fare il login con il mio account ma evidentemente non l'ha ancora creato. Il mio compagno allora telefona al tecnico. Risposta misteriosa: "Finora dovevo lavorare, adesso ho un po' di tempo e lo faccio". Ci guardiamo un po' perplessi ma ci fidiamo.
Altre due ore dopo, prima del seminario delle 6 (ma si può fare un seminario alle 6???), ancora non funziona. Mah.
Il mio compagno rassegnato mi dice che mi lascerà usare ancora il suo account.
martedì 24 novembre 2009
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1 commento:
ti assicuro che anche in dipartimento da me funziona così..soprattutto per quanto riguarda il fatto che i tecnici ti scelgono la password:)buona giornata esterina:)
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