domenica 30 maggio 2010

La mia prima granfondo

Chissà perché mi sono lasciata convincere a partecipare! Anzi, lo so: per fare un bel giro in bici in posti nuovi, per mettermi alla prova, e anche per poter dire "ce l'ho fatta!". L'occasione della Marcialonga Cycling (non basta più quella con gli sci, visto che va di moda ora fanno anche quella di corsa e quella in bici) era una scusa: quale altro giorno avrei convinto mio fratello ad alzarsi alle 4.30, farsi più di un'ora in macchina e partire con il fresco delle 7.30 (e i nuvoloni minacciosi)? Qualsiasi altro giorno, direte voi, se conoscete un po' mio fratello. Ma se lo conoscete un po' di più, saprete anche che non fa più queste fatiche così volentieri per andare in bici. Per la montagna sì, ma per la bici un po' meno.
Pronti, via: un sacco di gente, per caso incontriamo gli altri ciclisti gardoloti del sabato mattina, ma non proviamo nemmeno a stare con loro: per loro è una gara, noi invece ce la prendiamo comoda.
Tanti su e giù, si sentono soprattutto i "su", come nota un simpatico ciclista, commentando la ragazza che si ferma a controllare che il freno non tocchi: "In salita tutti i freni toccano!"
Si vedono persone di ogni tipo: chi è arrivato dalla pianura e sul piano fa i 50 all'ora ma in salita si pianta, chi ha la bici da varie migliaia di euro ma non ha le gambe (probabilmente c'è anche chi ha sia bici da cifre spaventose che gambe buone, ma sarà da qalche parte molto più avanti e io non lo vedo), chi ha bici e vestiti di un bel po' di anni fa (e sono quelli che apprezzo di più), chi va in compagnia e chiacchiera, chi ha il fiatone ma non vuole farsi superare da una donna, chi passa agile e sembra non fare fatica, chi non è abituato ad andare in gruppo e sta in mezzo. Ma la fatica e la festa sono di tutti.
Si parte in discesa e questo mi sembra strano: abitando in valle, non posso mai partire scendendo! La prima salita non è dura, 8 km tra i bei prati di Aldino.
Dopo un po' di saliscendi di cui ho perso il conto, si scende veramente un bel po' e inizia a piovere: che freddo! Sul Lavazè, prima non vedo l'ora che finisca la salita, perché non ce la faccio più (soprattutto i primi 4 km, sono proprio duri!), poi non vedo l'ora che finisca la discesa: tra pioggia e freddo, in fondo quasi tremo e non riesco a muovere le dita per cambiare. Per fortuna c'è qualche chilometro in piano per scaldarsi, e in fondo la doccia calda! 
Direi che le gare non sono una cosa per me: è bello andare del proprio passo, con calma e godendosi il paesaggio! Non capisco quelli che partecipano a queste manifestazioni cercando di fare il miglior tempo possibile, di arrivare prima degli amici invece che aspettarli o si vantano poi del risultato (neanche avessero vinto il giro d'Italia). E poi dicono che sono io quella competitiva!
E non condivido l'uso di quelle che per me sono schifezze: crema per scaldare i muscoli, crema "soprasella", integratori e cibo pronto in gel, barrette energetiche... Viva la vecchia acqua con zucchero e limone e i biscotti con frutta secca e cioccolata preparati apposta due giorni prima!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Grande Ester!!!!!

laura comix

Anonimo ha detto...

Eh eh... mi fa impazzire questa Ester estremista del ciclismo all'antica... :-)

Dai su... adesso mi fai la purista della bicicletta... :-) Se dici cosi' allora ti voglio con la bici in acciaio e con la camera d'aria di riserva in spalla! ;-)

Io non capisco chi si dopa o prende prodotti farmaceutici al limite della legalita'... ma se uno vuole mangiarsi la barretta energetica ai cereali che ti impasta la bocca al posto della frutta secca cacchi suoi, che c'e' di male... Possono far ridere per finto professionismo ma non e' che ci sia da non condividere! Lo stesso vale per la crema scaldamuscoli? Uno puo' farne a meno ma che male c'e' ad evitarsi un infortunio usando un po' di canfora?! Anzi, soprattutto per gli atleti improvvisati ben venga che la usino... cosi' si evitano problemi!

Anche a me piace far le cose alla buona e gustarmele cosi' per come sono, ancor meglio se in compagnia degli amici. Ma ognuno ha le sue preferenze, il suo modo di divertirsi e il suo livello di agonismo... a volte fa bene darsi degli obiettivi e cercare di migliorarsi, pur restando amatori della bicicletta. Ci sono le donne che si sento orgogliose di superare un uomo (;-P) e ci sono gli uomini che si sentono orgogliosi di suprerare un amico... ad ognuno la sua!

E tanti complimenti per l'impresa... ho visto con i miei stessi occhi che il tempo era contro di voi e so che son strade molto dure... quindi BRAVA! Ne vedem a pranzo... ciao ciao Bis

Anonimo ha detto...

Mitica Ester!
Ti ho pensata molto...e anche in antcipo =P

Son contenta sia andata bene!

Un abbraccio

Maddy

Esterichia ha detto...

Bis...
Mica ho detto che non possono fare quello che pare loro meglio, solo che io non li capisco e non farei come loro.
Io sono contenta così e loro saranno contenti colà, va benone!