Jenny, la proprietaria dell'appartamento che ho preso in affitto, ha un amico che la aiuta con la gestione della casa: riparazioni, visite di chi vuole prenderla in affitto, chiavi. Quando le ho detto a che ora sarei arrivata, Jenny mi ha dato le istruzioni per avere le chiavi: andare a casa del suo amico, a pochi passi da quella che stava per diventare la mia. L'amico però sarebbe stato al lavoro e quindi avrei dovuto presentarmi sul retro, dove sua mamma mi avrebbe dato le chiavi. Mi sembrava un giro lungo e un po' sospetto, ma tutto è andato liscio: sono entrata neel giardinetto, sulla terrazza di legrno, ho bussato, dato che non c'era il campanello e la signora che mi ha aperto aveva già in mano la busta per me. Me l'ha data senza nemmeno chiedermi chi fossi.
Così ho potuto finalmente entrare in casa mia! Mi hanno subito colpito alcuni particolari: l'aria condizionata nel giroscale, la polvere negli angoli, dover passare attraverso il corridoio dell'appartamento del primo piano (che qui viene chiamato secondo) per accedere alle scale del secondo (che ovviamente qui si chiama terzo).
Apro la porta e sono nella cucina gialla, un po' più spaziosa di come me la aspettavo. La camera è decisamente più grande di come sembrava in foto, ma forse solo perché è vuota. Tantissima polvere dappertutto! Quindi la prima cosa da fare è comprare un aspirapolvere... o chiedo di usare quello dell'appartamento di sotto, che sta in un angolo in cucina? Ma non incontro nessuno, e penso che poi chiederlo in prestito ogni volta potrebbe non essere proprio piacevole per chi lo presta. Ma dove andare a comprarlo? La mia casa si trova in una zona residenziale, cioè una via con tante case basse come la mia e nessun negozio. Meglio andare nella via a sud o in quella a nord? Ottima domanda per i motori di ricerca. Provo a vedere se c'è una rete wireless libera, ma non ne trovo: come sempre ce ne sono tantissime, ma nessuna è libera. Però in camera c'è un cavo di rete, non è che magari la lan funziona? Tentare non costa nulla... e porta frutti! La rete c'è e va perfino veloce. Trovo un negozio che vende elettrodomestici a non molta distanza da qui. Esco e vado a cercarlo. Sulla strada però passo davanti a un edificio con scritte del tipo: "non stare fermo, compra qualcosa", "Ed si svena ma vi fa un buon prezzo". E' il negozio Honest Ed. Non capisco cosa vende e decido di entrare, al massimo uscirò con le mani vuote. All'entrata ci sono i tornelli che mi ricordano sempre le bestie. Lo spazio è grande, vedo una distesa di tazze, padelle, piatti e altre cose per la casa. C'è un cartello che descrive i reparti: interrato, piano principale, secondo e terzo piano. C'è di tutto: piccoli elettrodomestici, giardinaggio, cibo, igiene personale, prodotti per la pulizia, vestiti, un barbiere e chissà cos'altro che non mi ricordo o non ho visto. Il tutto come in un negozio di cinesi, ma su scaffali un poco più curati e con una minore densità. Una delle prime cose che vedo è un moka di una rinomata marca italiana, costa 24 dollari, credo che in Italia la facciano pagare di più. Penso che ho portato la mia per niente, a parte per la colazione di un giorno di vacanza, quando non abbiamo trovato niente di aperto la mattina alle 8. Giro per il negozio e penso a cosa mi serve per la casa, cosa può aspettare e cosa mi serve subito. Metto in borsa (qui non hanno carrelli o cestini ma borse) un po' di cibo, una bacinella per fare il bucato (anche se la vendono come insalatiera ed è fatta in Italia), poi vado a cercare il mio obiettivo: l'aspirapolvere. Lo trovo senza grandi difficoltà, lo prendo e vado alla cassa. Chiedo alla cassiera se vendono i sacchetti di ricambio, pensando che tra qualche mese magari mi servirà, e lei mi guarda come se avessi chiesto la cosa più strana del mondo, rispondendomi "non lo so" con un tono che indica che non si sente per nulla tenuta a sapere cosa c'è nel negozio in cui lavora. Riempio uno zainetto e una borsa e con lo scatolone in mano torno a casa. Non cerco nemmeno il negozio che avevo trovato su internet. Che bello vedere la polvere che sparisce nella proboscide! Rende tutto più vivibile, al punto che ora giro scalza per casa.
A un certo punto però ho fame e realizzo che non ho nemmeno una pentola per farmi da mangiare. Secondo viaggio da Ed: stavolta entro con sicurezza e mi porto via un materassino, uno stendino (non mi va di usare l'asciugatrice come fanno tutti qui), due pentole, piatti, posate, due tazze e qualcosa per cena.
Il nome del negozio mi incuriosisce, dato che ho già sentito nominare Ed Mirvish, ma mi sembrava fosse il nome di un teatro. E in effetti dando un'occhiata a Wikipedia sembra proprio una persona interessante di Toronto. Stasera so cosa leggere.
domenica 3 agosto 2014
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Anche noi appena arrivati in California abbiamo cercato disperatamente lo stendino perché io non voglio usare l'asciugatrice (con il sole che c'è?!?). Ma non si trovava da nessuna parte, oppure solo quelli piccoli da attaccare a un termosifone (!!). Alla fine lo abbiamo preso su Amazon. E lo usiamo sempre :) .
Posta un commento