Sabato: pedalata lungo lo Humber river. La ciclopedonale si snoda nella ravine, l'ampio letto del fiume con i fianchi ripidi. A volte ci si può dimenticare di essere in città, quando gli alberi coprono i palazzi che immancabilmente rispuntano poco dopo. I colori autunnali sono piacevoli, in certi punti incantevoli, nonostante il cielo grigio. I prati sono ancora verdi, la striscia di asfalto in certi punti è coperta di foglie gialle.
Un cartello avverte di non dare da mangiare ai coyote. Altri cartelli raccontano la storia dei posti. Lungo questo fiume erano insediati gli indiani Huron e avvicinandosi ai loro villaggi si incontravano campi coltivati. Peccato che quasi tutti i cartelli qui parlino di qualcosa che non c'è più, sembra siano messi come per non dimenticare, perché ogni altro segno è scomparso. Se in Italia mettessero cartelli con lo stesso livello di dettaglio per le descrizioni, non ci si muoverebbe più per la selva di paletti e placce.
Pedalare qui è piacevole, dà un senso di tranquillità. Eppure non c'è quasi nessuno, solo qualcuno che porta a spasso i cani nei tratti vicino ai parcheggi, qualche raro ciclista o corridore. Un po' poco per una metropoli. Dove sono tutti quelli che nei giorni feriali affollano le strade?
Anche la Humber Bay era quasi deserta, nonostante le stradine tra il lago e il verde.
Sembra che i posti più belli siano riservati ai cani.
lunedì 27 ottobre 2014
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