sabato 17 gennaio 2015

Éole

La scorsa estate durante il viaggio in Quebec abbiamo fatto una visita a Éole, una pala eolica sperimentale oggi ferma. Dall'ingresso dell'area recintata Éole svetta anche sulle pale del parco eolico circostante.
 
È stata una vera visita guidata: all'ingresso dell'area recintata la guida è salito in macchina e ci ha chiesto di seguirlo con la nostra macchina.
Arrivati ai piedi di questo gigante, ci ha raccontato perché l'hanno costruito e perché proprio lì. Il Quebec è un produttore di energia idroelettrica, ma dopo una forte siccità e conseguente scarsità di corrente il governo decise di investire sull'eolico per cautelarsi da future siccità. A questo proposito è stata intessante anche la visita un altro "centro di interpretazione" (come sono chiamati qui i piccoli musei o i siti aperti ai visitatori dove viene spiegata un po' di scienza o cultura; non mi viene in mente nessun nome italiano appropriato, non sono musei veri e propri). Questo altro posto era sponsorizzato da una grossa azienda che tra l'altro lavora l'alluminio; era vicino a una centrale idroelettrica e doveva informare sull'energia idroelettrica. Era un po' povero di contenuti, ma aveva una bella trovata: in una grande stanza il pavimento era una mappa del Quebec, con evidenziati dighe, bacini e centrali idroelettriche. Vederli in grande e avere un'idea della grandezza e delle distanze è stato impressionante. 
Tornando a Éole, il luogo ideale doveva avere vento costante e non troppo forte, essere lontano dalle rotte degli uccelli migratori e lontano dai centri abitati. Ecco perché è stato scelto Cap-Chat.
Éole è alta 110 metri e, come tutto ciò che è vagamente turistico, secondo gli usi canadesi detiene un record: è la più alta turbina ad asse verticale mai costruita. Il mio record preferito è però quello del ponte più lungo sopra un fiordo che d'inverno ghiaccia.
All'interno metà dei macchinari hanno scritte in inglese, metà in francese, perché il progetto è stato finanziato per metà dal governo del Quebec e per metà dal governo del Canada. Per fortuna hanno tutti il sistema internazionale, se no chissà che confusione.
Dopo aver sperimentato per qualche anno hanno capito che non era una buona idea: tutto il peso poggiava su un'area molto piccola. Quindi le turbine ad asse verticale oggi sono molto più piccole.
Ma sono più diffuse quelle ad asse orizzontale, che circondano anche Éole. Le pale pesano circa 3 tonnellate l'una. Le torri sono leggermente inclinate all'indietro, in modo che il baricentro cada nella base.
Ogni turbina ha dei freni: prima entrano in azione gli alettoni posti su ogni pala (simili a quelli delle ali di un aereo) e, quando la velocità calata, il freno sul perno, all'interno della cabina. Il freno viene azionato se c'è bisogno di fare riallineamento, manutenzione o quando il vento è troppo forte. Il riallineamento è necessario se il vento cambia decisamente direzione e idealmente non dovrebbe avvenire troppo spesso. Il rumore del freno si sente distintamente.
Da un amico che ha fatto il dottorato in scienze ambientali so che ci sono studi scientifici (fatti anche da suoi ex-colleghi) che dicono che i parchi eolici possono cambiare le condizioni climatiche locali, rallentando la circolazione dell'aria e quindi per esempio aumentando la temperatura al suolo o diminuendo le piogge. Sembra però che sia difficile pubblicare questi studi, forse perché distruggono il sogno della produzione di energia in modo completamente neutro per l'ambiente?

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