sabato 7 marzo 2015

In sciopero

Da una settimana dottorandi e post-doc che insegnano o fanno esercitazioni all'università di Toronto, circa 6000 persone secondo l'università e 8000 secondo il sindacato, sono in sciopero. Motivo: il contratto è scaduto l'anno scorso a maggio e l'università e il sindacato non hanno trovato un accordo per rinnovarlo. O meglio, lo hanno trovato nella notte tra giovedì e venerdì 27 febbraio, qualche ora dopo il termine fissato. Venerdì c'è stata un'assemblea dei membri del sindacato, in cui circa 900 persone su 1000 partecipanti hanno votato no all'accordo. Quindi i membri avevano diritto di cominciare legalmente lo sciopero. Qualche mese prima c'era stato il voto dei membri riguardo ad un eventuale sciopero.
Ogni volta che scopro una di queste regole e che viene rispettata mi meraviglio sempre più.
Per i docenti universitari a tempo determinato c'è un sindacato solo e tutti sono automaticamente iscritti. A me però il sindacato sembra una cosa misteriosa e distante, forse anche per colpa mia che non ho cercato la partecipazione. Però trovo difficile entrare velocemente in tutti i meccanismi e capire com'è la situazione. Per esempio quando è arrivata la lettera che mi invitava ad andare a votare per approvare un possibile sciopero mi sentivo completamente disinformata e non ho votato. Forse è in buona parte la complessità di ogni istituzione che allontana le persone dalla partecipazione.
Il sindacato paga chi partecipa ai picchetti, fino a 300 dollari a settimana per 20 ore di picchetto.
Ma perché si sciopera? I dottorandi vengono pagati, tra borsa di studio e 200 ore di lavoro (esercitazioni, correzione compiti ed esami, ecc), 15000 dollari all'anno. Secondo Statistics Canada la linea di povertà per una persona che vive sola è di circa 20000 dollari all'anno. Non c'è un aumento, nemmeno legato all'inflazione, da sette anni. A matematica le cose vanno un po' meglio perché il dipartimento dà circa 2500 dollari in più ed è facile lavorare di più, magari nel periodo estivo o, per i dottorandi negli ultimi anni, tenendo corsi invece che facendo esercitazioni.
Dopo la meraviglia positiva per la regolamentazione, arriva la meraviglia negativa:
quando il sindacato ha indetto lo sciopero, sembrava che stesse dando degli ordini a cui bisognava ubbidire: non ho visto spazio per discussione o pensiero critico. Forse c'era stato prima e quello era il momento di agire. Ma mi manca la partecipazione dei singoli vista in Italia: se pure in modo frammentato, incostante, ingenuo, incoerente, inefficace, lì ho visto persone che si informavano ed esprimevano le proprie idee. Penso in particolare alle (poche e presto spente) proteste trentine contro la legge 133 del ministro Gelmini.
L'altro fatto scocciante è che l'università sta facendo disinformazione: sul suo sito ha pubblicato questi volantini.
È vero che la paga oraria per le esercitazioni è sopra i 40 dollari, ma gli studenti lavorano 200 ore all'anno (e, cosa che per me rimane un mistero, sono considerati contemporaneamente studenti a tempo pieno e lavoratori part-time). Un indicatore più significativo è il pacchetto totale: per esempio a matematica il dipartimento paga direttamente una parte delle tasse (circa 8700$), e dà una borsa di studio (circa 20500$); lo studente è pagato circa 8700$ per le 200 ore di esercitazione che gli vengono assegnate, ma deve pagare le restanti tasse (circa 11800$). Quindi gli restano circa 17500$, mentre il dipartimento ha speso 39000$.
Appunto, 35000 dollari non è quanto uno studente riceve ma quanto l'università spende, compresi più di 20000$ di tasse universitarie (che l'università paga a se stessa). Siccome qui le tasse sono giustificate dal fatto che lo studente frequenta dei corsi e bisogna pagare chi li tiene, i dottorandi propongono che le tasse siano abbassate o annullate per gli studenti degli ultimi anni di dottorato, che non seguono più corsi.
L'università preferisce paragonarsi alle migliori università statunitensi per quanto riguarda la ricerca, ma evidentemente con altre università canadesi per la paga. I postdoc con cui ho parlato che hanno fatto un dottorato negli USA (alla Cornell e alla Brown) dicono che prendevano circa 23000 dollari (statunitensi) all'anno di base, più i possibili research grant o la paga se tenevano un corso in estate. Alla Cornell quando i dottorandi hanno iniziato a discutere di creare un sindacato, l'università ha immediatamente alzato le borse di studio per evitarlo.

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