venerdì 13 marzo 2015

Un quadro equilibrato e inquietante

L'ufficio che condivido con Diana non ha finestre, al pari della maggior parte degli altri uffici del dipartimento. Quello del mio responsabile ha una finestra, ma lui tiene sempre la tendina abbassata e la finestra naturalmente chiusa anche per quel piccolo pertugio che si potrebbe aprire.
Le scale invece hanno una strana e affascinante finestra, lunga e bassa, da cui, scendendo dal mio piano, si possono vedere prima i grattacieli del downtown e poi la CN tower e il cielo. Naturalmente nessuno lo sa, perché nessuno sale o scende a piedi dal sesto piano (quinto per gli standard europei).
Una finestra meno misteriosa ma altrettanto affascinante è quella sopra il lavandino nel bagno delle donne. Chissà se anche gli uomini hanno questo privilegio. La vista mi ricorda un quadro di Mondrian. Nelle giornate serene il cielo azzurro fa da sfondo a una composizione di edifici in varie sfumature di grigio e rosso. A completare il quadro, uniche cose in movimento, qualche pennellata di fumo che esce da un camino di cemento e una turbina eolica nera che assomiglia a un ventilatore. Nessuna presenza umana: alle finestre non si affaccia nessuno, nessuno sale o scende le scale di un grande edificio con la parete del giroscale in vetro, le strade sono nascoste dagli edifici.
No, la città non fa per me.

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