Ho proprio voglia di fare un giro in bici fuori dalla città. Se non voglio fare 40 km per uscire da Toronto, devo prendere i mezzi pubblici, che però la domenica sono rari e partono tardi. Prendo il primo autobus per Aurora, cittadina a 50 km a nord di Toronto, alle 8.10. Sfrutto il fatto positivo (e che dovremmo copiare) che tutti gli autobus sul davanti hanno la rastrelliera per due bici e che non si paga supplemento per la bici.
Da Aurora punto a nord, verso il lago Simcoe. Strade vallonate, si sale su un dosso solo per vedere il prossimo e scendere. Sembra di stare sui rulli, mai una curva.
A lato della strada campagne enormi, alcune dall'aspetto abbandonato, qualche fattoria malridotta, villette con il giardino curato, qualche bosco selvaggio.
Il lago Simcoe non è una bellezza irresistibile. Quasi tutto il litorale è privato, ognuno ha un pezzettino. Ci sono un paio di spiagge pubbliche, ma più che andare in spiaggia qui sembra che si vada in barca o in moto d'acqua: tanti moli privati hanno il posto (occupato o meno) per tenere in secca l'imbarcazione.
Al ritorno due ciclisti mi superano e ne approfitto per sfruttare la scia. A un semaforo (eh sì, anche in mezzo al niente ci sono incroci e semafori) li ringrazio e dalla risposta "it's ok" mi sembra di capire che non siano troppo felici. Allora dò una bella tirata anch'io e conquisto la simpatia di uno dei due, che poi continua a voltarsi per vedere se ci sono, anche quando mi stacco dopo qualche kilometro e giro ad un incrocio per tornare alla stazione degli autobus.
Poi mi perdo. Come è possibile, direte voi, le strade sono tutte a reticolo e hanno sempre lo stesso nome per centinaia di kilometri! Sì ma ogni tanto (ma proprio tanto) cambiano nome e io ne cercavo una est-ovest che però non c'era perché a un incrocio due strade più a ovest cambiava nome.
Aurora mi ha fatto una strana impressione: un grosso paese sullo stile di Zambana nuova: strade a reticolo e case tutte uguali. Solo che qui le strade non sono solo tre. E le case sono di compensato, anche quelle di lusso.
Il paese è in espansione e ci sono interi quartieri residenziali nuovi, che finiscono brutalmente: una linea retta separa le case dal terreno incolto.
Alla periferia del paese, come attorno a tutti i paesi, ci sono i centri commerciali: sempre gli stessi negozi e le stesse catene, sembra che nessuno abbia un negozio di cose artigianali o un ristorante in cui fa da mangiare secondo il suo gusto o le sue usanze.
Diventeremo anche noi così?
martedì 7 luglio 2015
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