lunedì 6 luglio 2015

L'aspirapolvere

Un dottorando vietnamita che conosco cerca di risparmiare su tutto (a parte internet, cinema e cibo asiatico), al punto che non ha un aspirapolvere, nemmeno in comune con i coinquilini. L'anno scorso a dicembre ha preso in prestito il mio, per pulire la sua stanza dopo più di un anno che ci viveva. In maggio si è trasferito perché il padrone di casa voleva ristrutturare la cucina, e si è ripreso l'aspirapolvere per pulire la stanza nuova (portandoselo dietro per una camminata di 20 minuti sia all'andata che al ritorno, dato che per risparmiare non prende i mezzi pubblici).
Un paio di settimane fa dei miei vicini hanno lasciato un vecchio aspirapolvere sul marciapiede, come si fa qui con le cose ancora in stato (più o meno) utilizzabile ma che non servono più. Sembrava in buono stato nonostante i 30-40 anni che dimostrava, allora ho chiesto al mio amico se lo voleva. Ha detto di sì, quindi ho portato a casa quell'aggeggio pesantissimo e l'ho provato: funzionava, ma chissà se si trovano ancora i sacchetti della misura giusta.
Il mio amico non si è più fatto vivo, e alla fine mi ha detto che l'aspirapolvere non gli interessava più. Allora sabato mattina l'ho rimesso sul marciapiede, chiedendomi se qualcuno l'avrebbe preso. Dopo un paio d'ore ho guardato se c'era ancora e proprio in quel momento un furgone era fermo sotto casa, dal portello laterale si vedeva penzolare il tubo flessibile, mentre il guidatore stava piegando le gambe di metallo a una sedia rotta abbandonata lì vicino, per farla stare nel furgone con il resto del "ciapot".

Da un lato mi fa piacere che le cose vecchie vengano regalate, riusate o rottamate e i materiali recuperati. Dall'altro mi fa impressione vedere delle persone che vanno in giro con un carrello a recuperare quello che trovano, per poi venderlo, come fa una mia anziana vicina, che poi ogni fine settimana siede sulle scale esterne con un cartello "yard sale" e una collezione variabile di oggetti. Anche il signore con il furgone che raccatta i ferri vecchi mi fa pensare a un lavoro "povero", di sopravvivenza. Sempre meglio di chi cerca bottiglie di vetro per prendere i 10-20 centesimi di vuoto a rendere. Sono abituata al lusso del Trentino, con i centri pubblici di raccolta dei materiali. Non so che fine facciano quei rifiuti, qui sicuramente almeno alcuni non diventerebbero subito rifiuti ma verrebbero riutilizzati. Mi fa impressione che la gente viva in modo più povero nonostante il Canada sia uno dei Paesi più ricchi del mondo. Ma come sempre se uno ha due polli e un altro fa la fame, in media hanno un pollo a testa.

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