martedì 25 agosto 2015

Camminando si incontra

Sabato durante la gita ho chiacchierato con un ucraino che vive qui da quasi vent'anni. Dice che vive con poco, che ha eliminato tante comodità, o non le ha mai avute. Per esempio non ha il cellulare nè la macchina.
- There are so many things I can live without.
- Live happily?
- Content.
Però non è una persona senza interessi: durante la gita precedente gli avevo detto due parole su quello che studio e lui si è informato e ha letto qualcosa a riguardo.
Non gli piace tornare in Ucraina, ma quando ci va apprezza il cibo, tutto è più buono, dai pomodori alla carne, perché i contadini non hanno soldi per comprare prodotti chimici, quindi usano prodotti naturali e rispettano i tempi di crescita delle piante. Non lo dice con un tono di rimpianto di un'età dell'oro, ma come constatazione. Mi è tornata comunque alla mente la storiella che racconta qualche volta mio papà, forse reale e forse no, del dialogo fra un contadino e un "sior":
- Voi contadini no savè cosa che gavè, senti che bona la salata!
- Sì, ma entant el polastro el magnà voi.
Un'altra compagna di gita raccontava la sua esperienza come bar manager in uno spogliarello esclusivo di Washington D.C., chissà quanto reale e quanto ricamata, tra ricchi e potenti, ragazze che si fanno usare, criminalità. Un lavoro che lei dice di essersi guadagnato e aver mantenuto perché era furba, non rubava, non beveva e non andava a letto con il partner di nessuno.
Qui mi sembra di incontrare sempre persone assolutamente normali con esperienze un po' fuori dal comune. O forse sto solo allargando la mia percezione di normalità.

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