lunedì 17 agosto 2015

Deja vu

Ho trovato questa bozza del 26 maggio 2010.
Sono stufa.
L'ambiente in cui lavoro non mi piace (più). L'ho pensato tante volte in passato ma poi ci sono sempre ricascata. In parte perché non avevo alternative allettanti che mi soddisfacessero del tutto (che non esistono), in parte per pigrizia di trovare qualcosa di diverso, di ricominciare da altre basi. In parte pensavo che il problema fosse locale, mentre magari a livello più ampio ci sarebbe stato qualcosa di interessante.
Ma adesso?
Se vuoi fare ricerca devi perlomeno credere che quello che fai è interessante, importante, bello. 
Io credo che sia bello, mi entusiasmo ancora quando scopro qualche bel collegamento tra aree diverse della matematica, quando vedo un modo furbo di dimostrare qualcosa, quando capisco metodi diversi...
Ma tutto ciò, perché? Anzi, per che?
Già se parlo con il mio vicino di scrivania, non ci capiamo: lui parla di varietà C1loc e io di lower central series... 
Ieri poi alla serata di incontro sociale e scientifico tra dottorandi, chi guardava il nostro poster si fermava subito davanti a "equazioni differenziali"... E poi vagli a spiegare cosa studia la geometria algebrica!!! E a chi chiede "a cosa serve?" tu che rispondi? che è bella? che forse in futuro potrebbe avere qualche applicazione nella crittografia o nell'analisi di immagini? 
E tra un paio d'anni? Andare in giro per il mondo, dove c'è un posto...
Ma per me il posto in cui voglio vivere è più importante del lavoro che voglio fare.
E poi per avere successo nella ricerca bisogna comunque fare marketing:
"Devi diventare l'esperto della tua area, per cui quando qualcuno ha bisogno di sapere qualcosa in quell'area, chiama te"
"Devi pubblicare su giornali importanti"
"Devi studiare un argomento che sia di moda"
"Devi conoscere qualcuno per avere un posto"
"Devi convincere gli altri che quello che fai è interessante"
Dopo 5 anni non è cambiato granché. Solo che ora sono in giro per il mondo. Però sto imparando un sacco di altre cose non relative alla matematica. E non vedo l'ora di tornare. Chissà se stavolta avrò il coraggio di cambiare mestiere!

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