Ancora una volta mi hanno colpito le persone, con abitudini, comportamenti e aspirazioni così lontane dalle mie. Noto molto queste situazioni qui in Canada, anche se sicuramente anche il Trentino è pieno di persone completamente diverse da me, perché qui non ho ancora abbastanza amici e impegni da costituire un tran tran consolidato da cui raramente esco. Non lo dico con rimpianto o con rabbia o con rassegnazione, sono perfettamente cosciente che questo porta a vantaggi e svantaggi in egual misura; è semplicemente una situazione diversa.
Mi ha colpito l'importanza attribuita, dai partecipanti alla camminata, al certificato promesso dal presidente dell'associazione che mantiene il sentiero, per aver completato una sezione del Trail di 35 km. Perché hanno bisogno di un avallo esterno? Non basta la soddisfazione di avercela fatta e il ricordo di una bella giornata in un bel posto?
Il sentiero non era sempre facile da individuare, ma anche chi guidava la camminata e conosceva già il posto si perdeva, non rendendosi conto nemmeno di quale sponda del lago fosse quella giusta. Come si può dimenticarsene così? A me il sentiero sembrava assolutamente familiare, anche se c'ero stata una volta sola qualche mese fa.
Dopo la camminata ci siamo fermati a cena a Boston Pizza a Orillia: un enorme capannone quasi vuoto, simile a un autogrill, per me un non-luogo, con schermi dappertutto che trasmettono sport (baseball e football), cibo da fast food nonostante il servizio lento, porzioni enormi, accostamenti di dubbio gusto: assieme alla pasta un pezzo di pane tipo bruschetta, assieme alla pizza una salsa per "toncare". Perché scelgono un posto così? Cos'ha di piacevole o conveniente?
Mentre si aspetta il cibo quasi tutti sono occupati con il cellulare: aggiornare facebook, leggere messaggi e mail o chissà cos'altro. Nonostante siano via da sole 24 ore e siedano a un tavolo con altre 7 persone.
All'andata eravamo quattro persone in macchina, gli altri si erano già incontrati in un'altra gita.
Uno (albanese) vuole essere al centro del mondo: porta la birra per tutti, si offre di guidare, guida anche quando è stanco, porta una lampada di una potenza esagerata, offre manciate enorme di salatini, mente spudoratamente affermando di essere stato sul Monte Bianco, una camminata per niente tecnica secondo lui, poi chiede a quale altitudine massima siamo stati. Lui dice 6000, da qualche parte negli Stati Uniti... ma intende piedi, che sono 2000 metri. Si pone come se sapesse tutto e fosse stato dappertutto; si accorge che le bugie hanno le gambe corte? non gli interessa? pensa di essere più interessante perché le spara più grosse? crede che gli altri gli credano e lo ammirino? chissà.
Una (cinese) che dice le cose direttamente, senza diplomazia, rischia l'incidente diplomatico con l'albanese dicendogli: "Non hai nessuna esperienza di montagna, non sai cosa sono le difficoltà tecniche e il tempo estremo".
Uno (iraniano) cerca di fare da mediatore cambiando discorso quando l'albanese si sente ferito nell'orgoglio dalla cinese che lo smaschera apertamente.
L'ultima se ne sta zitta sperando che il viaggio finisca presto e chiedendosi se ci sarà qualcuno con cui poter parlare tra gli altri partecipanti.
giovedì 24 settembre 2015
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