lunedì 21 settembre 2015

Ganaraska trail

Ancora una gita con il gruppo trovato online: 35 km attraverso il Queen Elizabeth II Wildland Park, da est a ovest. La notte prima della camminata la passiamo in tenda all'interno del parco per poter partire "presto": alle 6.15 l'autobus passa a prenderci per portarci all'altro capo del parco, ma iniziamo a camminare solo poco prima delle 8. Per me partire presto significherebbe alle 4 o le 5. E' l'ultimo giorno d'estate: è ancora caldo ma la pioggia viene a trovarci almeno tre volte. Si sta comunque bene in maglietta, anche sotto la pioggia. Il giorno dopo non sarà più così: cielo terso e aria frizzantina, inizia l'autunno. Si vede anche dai colori del bosco.
Il sentiero passa spesso accanto alle dighe dei castori, o anche sopra: mi fa impressione vedere l'acqua che sta lì, a volte sopra di noi, trattenuta solo da un mucchietto di terra e rami. Camminando sul poco fango che forma la diga mi chiedo se starà su e se non la stiamo rovinando.
Il parco è bello, perché è poco antropizzato. Penso sia perché la roccia affiora in molti punti, rendendo difficile l'agricoltura e perfino la crescita del bosco e quindi le attività dei boscaioli: spesso si trovano prati, muschi, licheni, rovi; parecchi alberi cadono e le radici si portano dietro quel poco di terra su cui sono fissate.  Si ha l'impressione di essere lontano da tutto e da tutti, a volte sembra che il sentiero sia destinato a finire in mezzo ai rovi o davanti a un lago. Ma in realtà questa è solo apparenza: ho visto piste per i quad, qualche cottage sui laghi, una jeep abbandonata nel bosco, un idrovolante parcheggiato sul lago, lo scheletro di una sedia di metallo incastrato in una diga dei castori. Durante la notte in tenda abbiamo sentito qualcuno che si divertiva con un quad.
Ho fantasticato sul risistemare un cottage abbandonato per adibirlo a rifugio. Qui la cultura dei rifugi non esiste. Chissà se avrebbe mercato o se tutti preferirebbero comunque andare in tenda e portarsi il loro cibo.
Sono già stata in questo parco ad aprile, ma non mi sembrava un posto bello; piuttosto l'avrei definito solitario e quasi desolato. Adesso direi che mi dà un senso di libertà. Sarà che adesso è tutto verde e ho più esperienza di cosa c'è altrove in Ontario e ricordi meno recenti delle montagne.

Nessun commento: