lunedì 5 ottobre 2015

Green ambassador

Ho notato più volte che qui l'attenzione per l'ambiente è scarsa, soprattutto nelle piccole cose come raccolta differenziata, isolazione degli edifici, aria condizionata, sacchetti di plastica. Grazie alla mia compagna di ufficio forse posso dare il mio minuscolo contributo per cambiare: un giorno a pranzo abbiamo notato che nella cucina del dipartimento non c'è un cestino per l'organico. Lei ha prima ha chiesto spiegazioni alla segretaria, che però non è sensibile al tema e non ha fatto niente, poi ha cercato contatti all'interno dell'università e ha scoperto un ufficio per la sostenibilità, che invita chi popola il campus a diventare ambasciatore verde e promuovere iniziative per il rispetto dell'ambiente. Ho partecipato a una riunione con gli altri ambasciatori: solo una decina scarsa di persone, per lo più personale amministrativo. Non molte, in un campus in cui sono registrati 58000 studenti e che ha almeno 15000 impiegati tra personale accademico, amministrativo e tecnico. L'ufficio per la sostenibilità mi sembra un'operazione di greenwashing: non dà direttive ad altri uffici, non pone degli standard, ma sta a guardare le iniziative dei singoli. Ad esempio un comitato di studenti sta cercando di ottenere una certificazione fair trade per il campus: tra l'altro devono ottenere che tutto il caffè e una parte di tè e cioccolata serviti o venduti sul campus provengano dal commercio equo. Sembra che gli studenti stiano facendo tutto da soli, e una rete (al momento molto limitata) di persone dovrebbe fare pressione sui singoli dipartimenti per raggiungere gli obiettivi. Molto difficile, dato che sul campus si organizzano decine di eventi ogni giorno, dal caffè di dipartimento in occasione di un seminario, alle iniziative dell'unione degli studenti, dalle fiere per il lavoro, alle conferenze. Se l'ufficio per la sostenibilità avesse qualche potere potrebbe mandare una comunicazione a tutti gli uffici e i dipartimenti per definire i nuovi standard.
Ho approfittato della riunione amichevole e rilassata per chiedere spiegazioni sulla temperatura dell'aria condizionata, eccessivamente fredda: mi hanno detto che è regolata per far star bene un uomo di mezza età con la giacca (così quasi tutti gli uomini oltre la mezza età e le donne avranno freddo!). Non ho mai visto nessuno con la giacca elegante nel mio edificio, ma non credo che sia solo perché siamo tutti informatici e matematici poco formali. Mi hanno detto di lamentarmi con le segretarie, ma di non chiamare direttamente il servizio tecnico, perché ogni dipartimento deve pagare all'università ogni intervento. Questa gestione mi lascia perplessa: non ci sono abituata e mi sembra che penalizzi i dipartimenti più poveri, ma forse è la migliore per responsabilizzare le singole unità.
La chicca dell'ufficio per la sostenibilità è però nella sala riunioni: i dati della produzione di energia dei pannelli solari installati sul tetto appaiono su uno schermo sempre acceso.

Nessun commento: