sabato 19 dicembre 2015

Donna ingegnere

Ho un'amica che vive e lavora in California: fa l'ingegnere in una start up, in cui la maggior parte dei dipendenti, e tutti i dirigenti, sono uomini. La sua ditta chiaramente la discrimina perché è una donna: lei ha un titolo (e uno stipendio) più basso dei colleghi che fanno lo stesso lavoro, non viene ascoltata nelle riunioni, il suo capo le dice che per avere la promozione deve acquisire delle competenze, in particolare su "elementi caratteriali" ben definiti, ma non misurabili oggettivamente, come essere più "outspoken", "resilient" o "process oriented". Dice di essere l'unica in azienda a cui vengono richieste tutte queste cose e a cui la barra delle prestazione viene messa sempre più in alto. Le vengono dati feedback e documenti che le servono per il lavoro solo quando la responsabile HR (donna anche lei!) insiste con i capi facendogli capire che la mia amica è delusa e se continua così rischiano che si licenzi.
La cosa più preoccupante, però, è che lei non si accorga della situazione, o faccia finta di non vederla. D'altro canto, che strumenti abbiamo per reagire, noi donne?

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