domenica 10 gennaio 2016

Schiacciando il naso

Il controllore del Piccolo Principe diceva che solo i bambini schiacciano il naso contro i vetri.
Che cosa si vede? La sorpresa quando finalmente le nuvole si aprono, vicino alla costa del Canada, e lasciano intravedere l'oceano ghiacciato.
La roccia nuda del suolo del nord, la neve che evidenzia le fessure e copre i laghi ghiacciati.
E poi la civiltà, che mi porta un po' di malinconia perché ho lasciato quelle lande sterminate che mi fanno sentire l'immensità e la potenza della natura. Questa è Lindsay, a un centinaio di kilometri da Toronto.
Riconoscere dall'alto i posti dove sono stata è sempre un'emozione. Questo è il lago Scugog; sono passata in bici nella parte più meridionale, in alto a destra.
Il limite della Green Belt, la fascia verde attorno a Toronto dove non è consentito costruire, è netto.
La regolarità delle case mi dà un po' di angoscia.
Nella foschia, verso il lago, si intravede il profilo della downtown Toronto. Lo stradone che porta da lì verso l'altro ammasso di grattacieli, a North York, è Yonge Street, detta la strada più lunga del mondo.
Zona industriale, fuori dalla portata della metropolitana e l'aeroporto di Downsview.
No, non sono sicura di voler tornare laggiù.
Ma ricordo che in qualche punto lontano la città finisce, e ricominciano lago, campi e cielo.

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