Con un'amica italiana a Toronto è nata l'abitudine di segnalarci a vicenda notizie interessanti, di solito sui diritti umani e la società in Canada.
L'altro giorno mi ha mandato il link a questa notizia dell'Aboriginal People Television Network: nella riserva indiana Northwest Angle #33, situata in Ontario vicino al confine con Manitoba e Minnesota, è stato dichiarato lo stato di emergenza dopo che il servizio sanitario canadese ha vietato il consumo di acqua, visto che dalle analisi sono risultati livelli di radioattività e di piombo sopra la norma.
La comunità si sente ignorata e dimenticata dai governi provinciali e federali. Nella comunità ci sono più tumori rispetto alla media, forse dovuti anche all'acqua disponibile. Meno di 50 persone vivono nella riserva, gli altri se ne sono andati per le preoccupazioni circa l'acqua potabile (dal 2011 la First Nation ha procurato acqua in bottiglia per i suoi membri; da 15 anni usano impianti portatili di trattamento delle acque, che dovevano essere una soluzione temporanea), per la difficoltà di collegamento con i dintorni (in barca d'estate e su strade di ghiaccio d'inverno; nelle stagioni intermedie procurarsi acqua potabile è problematico), per mandare i figli a scuola. Inoltre manca la corrente elettrica che possa dare energia a un impianto di trattamento delle acque: al momento c'è solo un cavo sottomarino di bassa capacità che porta corrente dagli Stati Uniti, a costi molto alti. Senza corrente elettrica sufficiente, la riserva non si può permettere una scuola nè infrastrutture al passo con il resto del Canada. Attualmente sta trattando per essere collegata alla rete del Manitoba.
Il Dipartimento di Affari Indigeni e del Nord, un'agenzia governativa, ha promesso di stanziare fondi per continuare la fornitura di acqua in bottiglia. Ma il portavoce della comunità afferma che non basta: la comunità sta morendo, dato che le famiglie con bambini se ne vanno.
Questa notizia mi ha lasciata triste, ma non mi stupisce per niente: mi sembra la logica conseguenza di diversi aspetti della società canadese:
- i comportamenti ghettizzanti e distruttivi verso i nativi: dopo aver letto The inconvenient Indian ho imparato un po' di storia e ho iniziato a capire meglio la situazione;
- il mancato rispetto dell'ambiente: continuo a notarlo in ogni aspetto della vita, dalle borse di plastica alla raccolta differenziata, dai riscaldamenti, ai trasporti alle industrie;
- lo sfruttamento delle risorse in tutto il nord America, finalizzato al massimo guadagno e senza preoccupazione per la vita e gli aspetti umani: basta leggere di Flint o di Porter Ranch o delle sabbie bituminose, ma gli esempi sono innumerevoli;
- la precarietà di tutto, la mancata cura delle cose: come le case sono costruite alla carlona e si buttano giù e rifanno in poco tempo, anche le infrastrutture mi sembrano fatte con la stessa logica: nel caso spcifico, non preoccupiamoci di avere (o di garantire) acqua potabile e corrente elettrica, ma facciamo alla buona: rifornimenti con bottiglie o cisterne e cavo assolutamente inadeguato.
Sono questi gli effetti del capitalismo esasperato, del liberismo e dell'individualismo? In europa stiamo percorrendo la stessa strada ma siamo un po' più indietro, forse più influenzati dalle idee del socialismo.
La mia amica concorda con queste considerazioni, e aggiunge: "E pensare che i canadesi sono considerati dagli statunitensi dei frikkettoni abbraccia alberi!"
sabato 20 febbraio 2016
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1 commento:
Hug me ;)
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