sabato 20 febbraio 2016

Inverno

L'anno scorso non lo sopportavo più: è arrivato presto, già a metà novembre, e non si decideva mai ad andarsene. A marzo il lago Ontario era ancora così ghiacciato da poterci camminare sopra, vicino a riva. Non riuscivo ad abituarmi alle limitazioni così durature: niente bici, visto il ghiaccio e la neve sulle strade, niente camminate, visto che non c'è modo di uscire dalla città senza una macchina, i noiosissimi rulli per potermi sfogare. A marzo, la prima giornata in cui la temperatura è salita intorno allo zero, non ho resistito al richiamo e sono andata a correre, rischiando anche uno scivolone in un tratto ghiacciato.
8 marzo 2015
Quest'anno l'ho aspettato invano, attrezzata con un paio di pattini, i ramponi, degli amici camminatori, le scarpette da arrampicata e una palestra di roccia, per sfruttarlo al meglio. Ma lui si è fatto vivo solo per due giorni, giusto il tempo di farmi una pernacchia a -26 congelando il tubo dell'acqua. I pattini li ho usati comunque, mi sono iscritta a un corso per imparare a pattinare; i ramponi li ho messi in una gita, quando tutti avevano inutilmente le ciaspole; le scarpette da arrampicata aspettano che finisca la stagione del pattinaggio; i rulli mi sono serviti per allenarmi per il Bondone.
20 febbraio 2016
Passeggiando su questa spiaggia ho sentito nostalgia della natura: il vento non porta il profumo dei boschi e delle montagne, il lago non odora di acqua stagnante nè di mare, la spiaggia è fatta di materiali di scarto, all'orizzonte si vedono grattacieli e ciminiere.

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