La nuova collega tedesca, appena arrivata dalla Germania per un anno e mezzo di borsa a Toronto, ha le idee precise su come devono funzionare le cose: il forno del suo appartamento in affitto è vecchio e sporco? lo cambia, a sue spese, convincendo la padrona di casa riluttante (e questi canadesi, come è possibile che non sappiano cosa sia un fornello a induzione?); le bici decenti qui costano troppo? un amico che viene a Toronto per una conferenza le porta la vecchia bici dalla Germania (e la compagnia aerea, com'è possibile che obblighi a mettere la bici in una scatola e che riesca pure a danneggiarla?); in estate non ci sono seminari in dipartimento? ne organizza uno lei per i postdoc (e gli altri postdoc, come è possibile che non siano interessati a conoscersi e non rispondano alle sue email di invito al seminario?).
Mi fa tornare freschi alla memoria i miei desideri, le mie domande e le mie scelte dei primi mesi in Canada. Le mie scelte sono state in una direzione diversa dalle sue: accettare come si vive qui e sopportare, temporaneamente. Forse non è stata la decisione migliore: mi ha permesso di vivere, sì, senza troppe paturnie, ma ha anche messo in letargo alcuni sogni e aspirazioni. Ho provato per un po' a creare un gruppetto di persone con cui trovarsi a chiacchierare, mangiare, giocare, fare qualche gita. Ma non ho avuto risposte attive e ho rinunciato. Ho provato, e persevero, a mangiare come piace a me, evitando tante schifezze ed esagerazioni (panini venduti come panini al pollo, in cui c'è anche la pancetta per dare sapore!), anche se questo costa tempo e impegno. Ho sofferto l'ufficio senza finestra, l'aria condizionata troppo fredda adesso che fuori si sta bene e bisogna mettere la maglia per entrare, il dipartimento grigio e scuro, poi ho accettato che fosse così, con l'idea che me ne sarei andata presto.
Questo posto ammazza i sogni. Non doveva essere il Paese dei sogni? Se sogni il sogno prescritto, quello del successo e dei soldi, sei nel posto giusto. Ma se sogni un sogno di condivisione, impegno civile, sobrietà e sostenibilità, per te non c'è spazio.
giovedì 26 maggio 2016
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