La povera postdoc tedesca è delusa e preoccupata perché si è appena vista assegnare un ufficio senza finestra, dopo due mesi in un ufficio dei visitatori, che ha una parete che lascia passare un po' di luce.
Indagando se fosse possibile cambiare ufficio, ha scoperto che non è così semplice, perché la segretaria presenta un piano annuale che deve essere approvato dalla manager del dipartimento. Tutti i postdoc hanno uno o due compagni di ufficio e uno dei criteri per le assegnazioni è di non creare uffici promiscui. Questo limita fortemente la possibilità di cambiare ufficio per la tedesca, visto che le donne sono in minoranza in dipartimento.
Capisco che per qualche donna possa essere a volte un problema condividere l'ufficio con un uomo: penso a chi porta un hijab e magari vorrebbe poterselo togliere quando è in ufficio (situazione incontrata in Germania) o a chi si tira il latte da dare poi al figlio (come una mia collega fino a qualche mese fa). I problemi maggiori però li ho visti a Trento: una dottoranda era troppo sensibile al profumo che un suo collega usava in abbondanza e stando in ufficio le veniva mal di testa.
Mi viene da dire che la maggior parte dei possibili conflitti tra colleghi di ufficio non ha nulla a che fare con il genere. Segregare le poche donne presenti in un dipartimento di matematica mi sembra più uno svantaggio per noi che un atto di gentilezza e attenzione verso di noi.
giovedì 23 giugno 2016
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