Hanno voluto tagliare le sue radici, per renderla libera e nuova.
Le hanno tolto le antiche credenze, la religione, la tradizione.
Non le hanno insegnato gli antichi valori, ma le hanno detto di disprezzarli, di bruciare i libri, di uccidere il pensiero.
La rivoluzione culturale è stata la negazione dell'identità.
Ora lei rincorre un ideale vuoto - imita il peggior occidente, l'ostentazione del benessere che diventa schiavitù.
Ora c'è un vuoto al posto dei suoi valori.
Rincorre l'apparenza, il mito della tv, il consumismo, vuole sempre un telefonino nuovo, ha i capelli tinti e le scarpe con i tacchi; ma non ha lo stile per portarli.
Usa un linguaggio nuovo per mostrarsi libera e moderna, ma è schiava delle sue piccole vedute, di quello che le inculca il mondo appariscente e vuoto, del non saper fare e del non saper pensare.
Chi la prenderà? o qualcuno di simile o uno sfruttatore.
Non le lasceranno la libertà, d'altro canto non saprebbe usarla.
Hanno tentato di rimediare, di dire che l'antico, una volta demonizzato, era in realtà buono. Ma lei non ci ha creduto, non aveva gli strumenti per capirlo. E loro che li avevano e li avevano dimenticati, non glieli hanno dati.
Ora non è presa sul serio neanche da chi l'ha così cresciuta, non è ascoltata nè considerata.
Sul vuoto non si può costruire
giovedì 29 dicembre 2005
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