venerdì 15 gennaio 2010

Disgelo

E' arrivato, rapidissimo: martedì il campo di calcio era ancora tutto bianco, stamattina completamente verde. L'altro ieri ho intravisto un raggio di sole entrare nella mia stanza: era da novembre che non lo vedevo. Però non mi sono alzata per godermi il cielo limpido.
Oggi ho sentito il calore del sole, come il primo sole di primavera. Non è ancora presto? Eppure... Sarà l'atmosfera della partenza?
Come insegna la Maddy, mi sto liberando di ogni grammo che non voglio portare nello zaino: il libretto della città, i cioccolatini, i fogli con gli esercizi ormai fatti (e che difficile buttare i fogli mezzi bianchi, mi sento proprio un matematico...).

Oggi Jeremy è passato per salutarmi mentre ero da Paolo: già non viene mai in facoltà il venerdì, poi addirittura passare nell'ufficio di Paolo! E il capo premuroso, "due minuti e abbiamo finito", chissà se pensava alla solidarietà maschile. Mah.
Nicolas invece voleva che andassi al party di Philippe, ma conoscendo il tipo, non mi ispira nemmeno quando sto bene: fumo, alcol, balli...
Anche Julien aveva la sua proposta, nebulosa ma dal fine chiaro. Ovviamente rifiutata cortesemente. E Mathieu che se la rideva lì dietro, mentre gli doveva fare da spalla! E come sempre i due parlano del fantomatico Pierre Gillibert (comparso un bel giorno e subito sparito di nuovo), colui che dice sempre "que dis-tu?".
Ho incontrato anche Pierre (l'altro), con la sua barbetta da capretta e la pancia tipica più di un tedesco di mezz'età.
Non ho visto Sophie, che la settimana scorsa è passata a chiedere spudoratamente un biscotto.
Rimpiango di non essere riuscita a comunicare con lo schivo Benjamin, che fa i viaggi in bici con la tenda.
Non ho mai parlato con Mohamed, che si chiude a chiave in ufficio e non viene mai in mensa.
E chi sarà David, misterioso e gentile, che voleva organizzare una partita a calcio?
E finalmente ho capito il nome di Camille, che non sopportavo per la sua poca classe (ed è tutto dire, detto da me), faceva concorrenza alle più sboccate compagnie delle valli remote.

Cosa mi mancherà? Sicuramente non l'acqua, che sa di cloro e che non riesco a bere senza prima bollirla.
Non il latte, quello fresco è strano e quello uht non è la stessa cosa! eppure questa regione è piena di mucche.
Non la mensa, dove non c'è mai la pasta (solo una volta e faceva schifo) e dove si deve prendere carne o pesce + riso o cous cous o patatine fritte + entree + dolce o frutta.
Nemmeno la pianura.
E neanche la solitudine: per me è sempre difficile iniziare un'amicizia.
Forse la curiosità e la sorpresa nello scoprire ogni giorno cose nuove.

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