A pranzo, si parlava di scarpe perché Nicolas è sempre a corto di calzature: piuttosto che andare in negozio a comprare un paio di scarpe, andrebbe in giro scalzo. Una volta l'ha fatto sul serio e al ristorante non volevano lasciarlo entrare. In mensa mi ha chiesto: "How many shoes do you have?"
"An even number".
Non contento di questa conversazione, a fine pranzo fa: "Qual è il volume di un cilindro di raggio z e altezza a?". "Pi z squared times a", ma non capivo dove volesse arrivare mentre continuava a dire "and I asked an Italian girl...". Forse è meglio non capirlo.
Ho anche riscoperto la potenza del forse, tanto caro a Willy. Qua lo chiamano "peut être", anzi, come dicono in Normandia: "p't être q'oui" e "p't être q'non".
Mi sono sentita un po' a casa quando nel pomeriggio ha inziato a nevicare fitto, un evento raro qui, dicono! Mi sono tornate alla mente le lunghe ore passate lo scorso anno con Davide nello studio di Ballico che ci spiegava la coomologia, mentre io, che non capivo quasi niente, guardavo fuori dalla finestra la neve che scendeva.
Ho anche fatto un talk al seminario dei giovani (eh sì oggi 6 gennaio era proprio la mia giornata!) e mi sono sentita un po' Matassoni quando ho scoperto che il proiettore che mi avevano promesso invece non c'era. Ma almeno oggi erano in sei a guardare uno schermo e non in quaranta come quella volta in aula 2.
mercoledì 6 gennaio 2010
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2 commenti:
No comment! Bis (oddio.. no comment e' comunque un commento... :-() PS: era solo per lasciare un commento in stile "matematico"... so che mi smentirai!
Finalmente notizie fresche!
Che risposte da Ester: "An even number".
Percepisco il disappunto comparso sul volto di Nicolas.
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