(Viaggio in Quebec del mese scorso)
Arrivare in questa cittadina fa uno strano effetto: dopo aver percorso strade in mezzo al bosco fitto per kilometri e kilometri, inaspettatamente si vede questo sito industriale-commerciale sulle rive del fiordo di Saguenay. Non avendo avuto tempo di informarmi bene prima del viaggio, rimango stupita. Ma poi un po' alla volta capisco: la città è situata dove l'acqua del fiordo diventa profonda, in modo che le navi dal San Lorenzo potessero, e possano ancora oggi, arrivare al porto. Era sede di una grande cartiera, fondata alla fine dell'Ottocento. Il complesso industriale è oggi un museo interessante.
E' comunque strano vedere condomini, dopo giorni e giorni di casette basse. Mi viene da chiedermi perché abbiano deciso di sfruttare lo spazio in verticale proprio lì, e perché abbiano fatto condomini di dieci piani, non conoscono le vie di mezzo?
La sera comunque la città sembra deserta, anche se la guida dice che il quartiere universitario del centro è vivace. Saranno tutti in vacanza.
Anche l'albergo ha il suo carattere spettrale: un parallelepipedo che ospita un pub al piano terra, che fa anche da reception. Lo troviamo sempre chiuso, mattina e sera, tranne per fortuna quando dobbiamo prendere le chiavi. Nell'albergo c'è puzza di fumo, anche se dappertutto è vietato fumare. Saranno i ricordi, imprigionati dalla moquette e ora liberati un po' alla volta, di anni fa?
In camera ci sono due letti "queen size" (larghezza 152cm): una misura assurda quasi quanto la "double" (larghezza 137cm), decisamente grandi per una persona, ma scomodi per due. Quasi ovunque abbiamo trovato questi letti, chissà perché.
Manca la carta igienica, Claudio va alla reception a chiederla, vergognandosi di doversi spiegare davanti a due clienti muscolosi e tatuati. Torna in camera a mani vuote annunciando che ce la porteranno. Dopo qualche minuto arriva un signore con gli agognati rotoli, tutto sorridente. Michele è in dubbio: secondo gli usi locali bisognerà lasciargli la mancia? Sarebbe un bel modo di guadagnare qualche spicciolo: non mettere il necessario nelle stanze e mandare qualcuno a portarlo...
Appena fuori dal nostro albergo c'è un bel parco, con un piccolo museo. Anche il resto della città è curato. Sembra però tutto vuoto, come un palcoscenico curato e tirato a lucido per un pubblico scarsissimo. Nel bar in cui facciamo colazione conto almeno sei persone addette a cucina e tavoli. Però oltre a noi ci sono solo altri due clienti.
martedì 5 agosto 2014
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