lunedì 23 marzo 2015

Verdura politica

Com'è possibile che i pomodori restino perfetti per settimane, che il sedano non appassisca dopo un mese, che frutta e verdura sembrino fatte con lo stampino? Queste domande inquietanti che mi hanno portato a provare due alternative, i mercati contadini e il cibo biologico, mi hanno fatto nascere il sospetto che i prodotti siano geneticamente modificati. Ho quindi cercato un po' di informazioni online e ho scoperto che in Canada (come negli Stati Uniti) la legge non obbliga a riportare sull'etichetta l'uso di prodotti OGM. Il ministero della salute però, prima di approvare la messa in commercio di prodotti alimentari, ne deve verificare la sicurezza (non so secondo quali parametri). Almeno 81 prodotti OGM sono stati approvati in Canada dal 1994, tra cui granoturco, barbabietole da zucchero, colza, riso, patate, pomodori, soia, zucche, lenticchie. Come ammettono anche i siti governativi, è impossibile sapere se si sta mangiando qualche prodotto OGM.
Qualche giorno fa è stata approvata una mela OGM che non si ossida quando viene tagliata, contro cui c'è stata una campagna promossa da associazioni che la ritengono non necessaria (basta usare succo di limone per evitare l'ossidazione) e sottolineano il pericolo di contaminazione di altre colture, specialmente quelle bio. Fanno anche notare che l'iter di approvazione è segreto e basato unicamente sui dati delle industrie, senza intervento di contadini e consumatori.
Chi è contrario agli OGM suggerisce di mangiare prodotti biologici, facendo attenzione a comprare solo quelli "100% biologici", perché l'etichetta "biologico" può essere messa anche su prodotti che hanno fino al 30% di cibo coltivato con tecniche convenzionali. Suggerisce anche di comprare direttamente dai contadini, parlando con loro per conoscere le loro opinioni e le loro pratiche in proposito.
Non credo che il cibo OGM sia necessariamente dannoso per chi lo mangia, ma penso che possa essere molto dannoso per l'ambiente, sia per il pericolo di contaminare altre specie, sia perché spesso viene modificato per resistere ai pesticidi, che quindi possono essere usati in abbondanza. Si rischia così di rendere piante o parassiti sempre più resistenti ai prodotti. Anche le pratiche eticamente controverse di brevettare organismi viventi e di legare i contadini all'acquisto dei semi, senza che possano produrli da sè, non sono rassicuranti per la libertà e la sostenibilità. Senza contare la minaccia alla biodiversità.
Mi trovo sempre più in disaccordo con le politiche nordamericane, che non permettono al cittadino (al consumatore?) non solo di scegliere, ma nemmeno di sapere che cosa si decide per lui. La stessa cosa vale per la farina arricchita, il latte addizionato, il fluoro aggiunto all'acqua di rubinetto... Mi sembra che qui la libertà individuale sia garantita e incoraggiata finché è nei limiti della massa, del consumismo, ma il pensiero (e il comportamento) critico viene reso impossibile. Non c'è quindi nemmeno bisogno di stroncarlo, semplicemente non si fa nascere, basta non dare l'informazione. Ma quale libertà, senza informazione? Libertà di consumare e arricchire i ricchi? Libertà di non dover dedicarsi alle decisioni vitali e poter perdere tempo in videogiochi e social network? Questa società mi sembra sempre più povera, o forse impoverita. Mi sembra che anche l'Europa tenda a questo standard, ma ci siano ancora forti resistenze.

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