giovedì 4 febbraio 2016

Infinita periferia

Mi è arrivato un pacco con un corriere, ma ovviamente non ero a casa. Tutt'altro che scocciata, perché oggi era una giornata incredibilmente calda, mi sono concessa una lunga pausa pranzo e sono andata a ritirarlo in bici, per un totale di quasi 28km, gran parte dei quali su strade che non avevo mai fatto.
Ho così scoperto una grande zona che mi ha dato sentimenti contrastanti. Da un lato ho provato un senso di sollievo: per lo spazio, non tutto occupato come in centro; per il verde, sia intorno alle case che in una specie di corridoio in cui passa un elettrodotto; per le strade, larghe strisce di asfalto abbastanza rovinato e senza segnaletica orizzontale, con lampioni su un solo lato della strada. Dall'altra ho provato anche un senso di angoscia: per le strade tutte uguali e perpendicolari; per le case tutte nello stesso stile, senza mai un negozio o un ufficio; per la scarsità di umani non chiusi in una macchina.
Foto da google maps
Sembrava un po' Zambana nuova, ma molto più in grande e molto più brutta.
Forse il contrasto viene dall'aspettativa che quella sia effettivamente una periferia e che la città stia per finire, lasciando il posto a campagne e boschi. Invece no, in ogni direzione si trova o un'altra periferia, o una zona commerciale, o una città più densa.
Ogni volta che vedo quelle casette mi verrebbe da prenderle come dei pezzi di lego e metterne 3 o 4 una sopra l'altra: si libererebbe abbastanza spazio per un bel campo da calcetto o per gli orti per tutte le famiglie impilate.
In una zona lì vicino qualcuno ha effettivamente impilato casette, ma ben più in grande: centinaia alla volta, e sotto ne ha lasciato un tappeto.
Foto da google maps
Anche questo posto per me è angosciante. Forse semplicemente non mi so abituare alla città?

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