venerdì 8 aprile 2016

Dietro le quinte di Elmira

Il paesino si trova in una zona agricola, a una trentina di kilometri di distanza da Kitchener-Waterloo e da Guelph. I primi bianchi a insediarsi furono dei mennoniti, e nella zona è rimasta un po' di germanicità, ma forse al giorno d'oggi più per turismo che per legami culturali.
Sembra un bel posto di campagna, con ampi spazi e fiumi. Sono curiosa di sapere se sono proprio tutti contadini nei dintorni. Così scopro che proprio in paese, sulle rive del Canagagigue un affluente del Grand River, c'è un'industria chimica, la Chemtura, che in passato ha prodotto DDT e agente arancio. Infatti il Canada era contrario alla guerra in Vietnam, ma non ai guadagni dalla vendita del defoliante al vicino statunitense. La fabbrica, fino al 2001 chiamata Uniroyal, per decenni ha smaltito gli scarti e i sottoprodotti in modo fantasioso: due buche di ghiaia sulle rive del fiume, che venivano anche lasciate traboccare. Risultato: nel 1989 si è scoperto che la falda è inquinata ed è stato costruito un acquedotto per portare acqua potabile dalla vicina Kitchener.
Oggi i livelli di DDT misurati nel letto del fiume sono 2900 volte più alti del livello considerato sicuro. Alcuni scarti tossici sono conservati in un magazzino, con basamento costituito da due strati di spessa plastica tra cui c'è della sabbia per assorbire eventuali perdite dallo strato superiore. I liquami che escono vengono trattati per ridurre la tossicità prima di essere smaltiti. Qualcuno si preoccupa che la plastica possa degradare prima che i rifiuti diventino meno pericolosi, qualcun altro teme che un uragano prima o poi si formi nel posto sbagliato e porti via il tetto al magazzino, provocando una nube tossica.
Nessuno sembra preoccupato del fatto che tutto attorno ci sono campi. Con quale acqua verranno irrigati?
La storia non è molto diversa da quella della Sloi e della Prada di Trento. Anche stavolta quello che vorrei cambiare di casa mia lo ritrovo tale e quale da questa parte dell'Oceano.

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