Athens, in Georgia, non ha un negozio di alimentari nel centro città. Non dico un supermercato fornitissimo, ma nemmeno un negozietto d'angolo con quattro cose. Il più vicino è il negozietto di una cooperativa, a circa 15 minuti a piedi dal centro.
Ho chiesto a una persona che vive qui se veramente non ci fosse altro: ci ha pensato un bel po', quasi scusandosi di non saper rispondere, perché va sempre in auto a fare la spesa. A cena con altri che lavorano qui, uno ha detto che non guida. Gli ho chiesto come vive e la sua risposta è stata "mangio sempre fuori".
Sospetto che questa situazione non sia casuale: mi sembra inimmaginabile che la gente che abita qui non andrebbe di tanto in tanto a comprare il latte o i bagels o la salsiccia nel negozio sotto casa, quando li finisce e non vuole andare all'ipermercato a comprare cibarie per un reggimento. Penso che sia una manna per i tanti ristorantini del centro non avere questa "concorrenza". Alla faccia del portafoglio e soprattutto della salute: mangiare fuori costa molto di più e tutto è grasso e pesante, oltre al fatto che è difficile trovare della semplice frutta e verdura. Stasera ho mangiato un'insalata, che comprendeva anche uova e salsiccia e un muffin tanto per gradire. E ho fatto bene a non prendere una delle aggiunte: gamberetti, salmone oppure pollo.
lunedì 6 giugno 2016
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